Kyoto e dintorni. I cambiamenti climatici come problema globale

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clima artico serra caldo

di Antonello Pasini (A cura di), edizione Franco Angeli

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L’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR ha curato un volume che, per la prima volta, fa il punto sui cambiamenti climatici osservati e previsti sul nostro Paese: tra questi, piogge più rare e violente e decine di zone costiere a rischio inondazione

Come si collocano l’Europa, il Mediterraneo e l’Italia nel contesto del cambiamento climatico globale? Quali sono i trend del passato e le previsioni per il futuro nel nostro Paese? Le risposte su tutto quello che c’è da sapere su Protocollo di Kyoto, cambiamenti climatici, impatto ambientale e variazioni territoriali in Italia, si trovano ora in «Kyoto e dintorni. I cambiamenti climatici come problema globale», curato da Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il volume, edito da Franco Angeli e realizzato con il contributo di Operandi-Fondazione British American Tobacco Italia Onlus, è il primo ad analizzare la situazione italiana in rapporto con quella europea e mondiale. Il libro raccoglie i contributi di alcuni tra i massimi esperti di Enti come Cnr, Enea, Columbia University, Nasa, Università La Sapienza, Università di Lecce, Apat.
Dalla lettura si scopre che anche da noi il regime delle precipitazioni estive è mutato negli ultimi 30 anni: un calo caratterizzato da diminuzione delle piogge di intensità medio-bassa e aumento di quelle di maggiore intensità, soprattutto nel Centro-Sud. I risultati dei modelli regionali confermano questa tendenza per il futuro, cioè precipitazioni più rare (circa mezzo millimetro in meno al giorno rispetto alla media estiva, per un totale di circa 40-50 mm. in meno nella stagione), ma più violente, con alcune zone del Sud che dovranno affrontare problemi di approvvigionamento idrico e rischi concreti di desertificazione, frane e dissesto del territorio.
L’aumento di temperatura riscontrato a livello globale nell’ultimo secolo si è verificato anche in Italia (oltre 1 °C in più negli ultimi 140 anni, nel caso di Roma) e avrà un ulteriore incremento nel trentennio 2071-2100, con aumenti particolarmente accentuati nelle estati, quando si stimano 3?5 °C in più. La «bella stagione» di questa fine del secolo rischia di essere come quella del famigerato 2003.
A livello europeo, invece, le modificazioni delle correnti oceaniche nell’Atlantico fanno prospettare un raffreddamento delle nazioni nord-occidentali nel prossimo futuro, con il possibile risultato di un’Europa climaticamente spaccata in due.
A livello globale, a causa del riscaldamento atmosferico, il livello medio del mare si innalzerà (da 15 a 90 cm. In particolare, per l’Italia, concomitanti fenomeni geologici di abbassamento delle coste, pur se di pochi millimetri ogni anno, portano a stimare 33 zone costiere a rischio di inondazione nel corso di questo secolo: Versilia, varie zone del Tirreno come la Piana di Fondi, tutto il territorio costiero tra che va da Rimini a Monfalcone, etc.
«I cambiamenti climatici sono un problema globale ed è su questa scala che gli scienziati hanno concentrato i loro studi fino a poco tempo fa – sottolinea Pasini -. Gli impatti dei cambiamenti sulla vita di tutti i giorni, però, avvengono ad una scala più ridotta, dove le caratteristiche locali di territorio, vegetazione, animali possono modificare pesantemente i trend generali. In questo libro presentiamo una rassegna rigorosa e aggiornata sulle attuali conoscenze a livello nazionale, in una chiave divulgativa fruibile non solo dagli addetti ai lavori».
«Il problema dei cambiamenti climatici interessa anche i non esperti – conferma Alessandro Adotti, vice presidente di Operandi Fondazione Bat -. Siamo consapevoli, come fondazione, che contribuire alla diffusione della cultura scientifica significa garantire sviluppo, produttività e competitività: valori in cui crediamo fortemente».