L’appello dei sindaci

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I sindaci della Capitanata (Fg) dicono: No alla moratoria unilaterale della Regione, Sì alla concertazione con le Amministrazioni Locali. Appennino meridionale. Abbandono umano e territoriale. Emigrazione. Paura del futuro. Disoccupazione giovanile superiore al 40%. Infrastrutture precarie e servizi alla collettività ridotti al minimo. Combattiamo contro questo «destino» con un alternativa realmente sostenibile: impianti eolici, ben localizzati, coerenti con la legislazione vigente, di dimensioni accettabili per il territorio e chi lo vive, dall’avifuana agli uomini, capaci di incrementare il turismo. Diamo un futuro ambientalmente sostenibile e una prospettiva concreta ai piccoli comuni che dispongono oggi di una sola risorsa economicamente vincente: il vento.
Per questo i sindaci della Capitanata (Fg) hanno deciso di scrivere una lettera aperta al Presidente della Regione Puglia e a tutti gli attori politici e della società civile. Oggi c’è il rischio di uno stop unilaterale della nuova Giunta di centrosinistra in contrapposizione all’orientamento delle Amministrazioni Locali, all’insediamento di impianti eolici quindi di energia rinnovabile che concorre al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e nello stesso tempo produce lavoro e corpose risorse finanziarie reiterate negli anni per le Amministrazioni Locali quanto mai indispensabili per i piccoli comuni, pesantemente colpiti dai tagli ai trasferimenti pubblici e ridotti al minimo della sopravvivenza.
Di fronte alla crisi economica che colpisce tutti i settori dell’economia riducendo le opportunità di lavoro, di fronte agli allarmi per gli effetti dei gas serra, di fronte alle guerre per controllare le fonti di energia tradizionali quindi il petrolio, stupisce e disorienta la paventata scelta di una Regione guidata dal centrosinistra, di bloccare l’unico settore che oggi investe ingenti risorse in energia rinnovabile, crea occupazione e reddito, impiega risorse professionali qualificate, genera risorse per le Amministrazioni Locali nel pieno rispetto della legislazione vigente. Perché una Regione del sud Italia amministrata dal centrosinistra dovrebbe scegliere di affondare lo sviluppo sostenibile, abbandonando i piccoli comuni alla loro povertà, imponendo scelte che contrastano con la cultura e il modello sociale che invece dovrebbe promuovere?
Dagli slogan e le belle parole, oggi si inizia a misurare la capacità di governo del fenomeno Vendola in Puglia: che inizi con il blocco dell’unico settore economico trainante, in contrasto amministrazioni locali e mondo ambientalista non è di buon auspicio.