L’inventario delle foreste e dei serbatoi di carbonio

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Nel corso del convegno sono stati presentati i risultati dell’«Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio» (IFNI2005), il progetto realizzato dal Corpo forestale dello Stato con la consulenza scientifica del Cra ? Isafa (Istituto Sperimentale per l’Assestamento Forestale e l’Alpicoltura di Trento), che ha permesso di quantificare l’estensione e la funzionalità degli ecosistemi forestali nazionali, in accordo con gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale con il protocollo siglato nel 1997 a Kyoto nell’ambito della Convenzione Internazionale sui Cambiamenti Climatici. Si tratta di un inventario nuovo da tutti i punti di vista. Sono nuovi gli obiettivi che deve raggiungere, i parametri che prende in considerazione, lo schema di campionamento e l’allineamento ai più alti standard internazionali. Nuova è anche la definizione di bosco adottata: quella della Fao per il Forest Resources Assessment (FRA2000).
In passato gli inventari non rilevavano lo stato fitosanitario del bosco, la sua importanza naturalistica, l’aspetto di ambiente di protezione e di sviluppo della fauna selvatica, la funzione turistico ricreativa e la funzione di assorbimento e immagazzinamento del carbonio atmosferico.
Oggi questi elementi costituiscono aspetti importanti del nuovo disegno inventariale. Il risultato dell’IFNC 2005 va ben al di là di una fotografia delle risorse forestali del Paese, è più simile a un film, in cui scorrono in parallelo le immagini di tutte le componenti dinamiche del bosco, osservate anche attraverso le rispettive interazioni.
Il progetto diviso in tre fasi ognuna delle quali ha richiesto circa un anno e mezzo per essere completata, ha visto l’impiego di oltre 300 tra fotointerpreti e rilevatori della Forestale. Questi ultimi, hanno compiuto oltre 30.000 rilievi speditivi, anche nelle località più remote e più difficili da raggiungere d’Italia.
Un dato particolarmente atteso, a cui l’Inventario dà risposta, è la quantità di carbonio fissata nelle foreste italiane. Secondo le prime stime i boschi del Paese, con una massa arborea complessiva valutata in 972.037.000 tonnellate, trattengono 486.018.500 tonnellate di carbonio pari a circa 1.782.068.000 tonnellate di anidride carbonica. Un valore dinamico destinato a variare nel tempo, che dovrà essere aggiornato tra cinque anni quando saranno nuovamente ridiscussi gli stock di emissioni di gas attribuiti all’Italia.

(Fonte Corpo forestale dello Stato)