La biblioteca di Novello Malatesta

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La biblioteca di Novello Malatesta rappresenta il primo bene italiano ascritto alla lista a seguito di un importante lavoro per la predisposizione della candidatura che ha visto operare in stretta collaborazione, la Cni per l’Unesco e la Biblioteca Malatestiana di Cesena, la cui Direttrice, Daniela Savoia, ha espresso la soddisfazione della istituzione e del personale che in essa opera, per l’importante risultato conseguito.
L’Unesco ha inserito la Biblioteca con la seguente motivazione: «La biblioteca contiene lavori di filosofia, teologia e scritti di natura biblica, così come di letteratura scientifica e classica di differenti provenienze. È un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV sec., appena prima dell’avvento della stampa in Europa. La collezione è un esempio unico di biblioteca umanistica del Rinascimento, momento in cui le prime valutazioni sugli scritti e sugli insegnamenti Cristiani lasciavano la strada a varie considerazioni secolari. La collezione è contenuta nell’originale edificio di Cesena.
Malatesta Novello promosse non solo la costruzione dell’edificio della Malatestiana progettato da Matteo Nuti ma, sin dal 1439 in omaggio alla sua vocazione umanistica, iniziò a dotarla di libri acquisiti anche in luoghi remoti. Il nucleo della biblioteca fu però fatto copiare presso la sua corte da una ventina di copisti italiani e stranieri che, almeno dal 1446 trascrissero non meno di 126 codici. A questi si aggiunse il vecchio fondo proveniente dal preesistente convento francescano e altre acquisizioni fino ad un totale di 341 codici. La vera e propria novità, destinata a fare della Malatestiana una biblioteca al tempo stesso signorile e pubblica fu la scelta di Malatesta Novello di affidarla al comune. Questo fa sì che la più antica biblioteca medievale- rinascimentale giunta intatta fino a noi sia al tempo stesso la più antica biblioteca civica d’Italia.
Affidata sia dalle origini amministrativamente al Comune di Cesena, la Malatestiana ebbe come bibliotecari alcuni frati del convento di San Francesco, nominati dal consiglio. La biblioteca diviene comunale in senso moderno nei primi decenni dell’ottocento quando si arricchisce dei fondi delle corporazioni religiose soppresse. Nel corso degli anni la Biblioteca Malatestiana ha aggiunto al fondo di Malatesta Novello, da oggi memoria del mondo, oltre 400.000 volumi.