La climatizzazione

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I consumi

Il consumo energetico per il riscaldamento corrisponde mediamente al 30% dei consumi energetici totali di un edificio, e determina l’emissione in atmosfera di una quantità compresa tra circa 675 e 7.875 Kg di CO2 (anidride carbonica) all’anno, a seconda della potenza termica del generatore (considerando l’utilizzo del metano come combustibile per il riscaldamento).
È stato calcolato che per ogni grado in meno di temperatura richiesta nella stagione in cui è necessario il riscaldamento si può risparmiare circa il 7% di combustibile, e di conseguenza la stessa quantità di emissione di CO2.

Le buone pratiche

Un corretto utilizzo degli impianti di climatizzazione consente di lavorare nelle condizioni ideali e di utilizzare gli spazi in modo più confortevole e con risparmio di energia. Ecco alcuni suggerimenti per ottenere il miglior comfort e al contempo contenere i consumi energetici:
ricordiamo che in estate la differenza tra la temperatura raccomandata interna agli edifici e quella esterna non dovrebbe superare i 7°C. Differenze eccessive tra temperature esterne e interne ai locali possono favorire l’insorgenza di malesseri e patologie acute;
in inverno, evitiamo di aprire le finestre se fa troppo caldo: se possibile, abbassiamo il riscaldamento e ricordiamo di tenere le porte chiuse, per evitare che il calore si propaghi in ambienti che non è necessario riscaldare;
in estate, teniamo le finestre chiuse quando è acceso l’impianto di condizionamento;
qualunque sia il tipo di radiatore, non ostacoliamo la circolazione dell’aria coprendo i radiatori con «copri-termosifoni» o tende;
quando d’estate usiamo il condizionatore ricordiamo che a minori velocità di ventilazione la quantità di aria trattata è minore, quindi viene meglio raffreddata e soprattutto maggiormente deumidificata, con conseguente maggiore sensazione di benessere.