La magia della Toscana ammalia con cultura e sapori

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La Toscana, con le sue città d’arte e le colline che sembrano affreschi, influenza la scelta del turista che vuole abbinare al suo periodo di riposo la scoperta di luoghi stimolanti dal punto di vista culturale, ma anche enogastronomico; difatti, come un po’ per l’Italia tutta in genere, la cucina di questa terra, abbinata sapientemente ai vini pregiati tipici di questo luogo come il celebre Chianti, attira il visitatore più attento alla ricerca di piaceri non solo visivi.

Se è vero che la famiglia è l’anticamera della società, riproducendola in dimensioni micro, allora è sicuramente fondata la percezione che si ha una volta giunti in questa suggestiva regione: collettività matriarcale, o almeno in grado di riconoscere il ruolo cardine della donna, intorno alla quale si muovono i meccanismi del lavoro non solo d’ufficio, ma anche domestico.
Infatti è da epoche remote che alla donna viene riconosciuta questa posizione: dai tempi degli Etruschi è scritto che i primi abitanti di questa terra vollero fortissimamente che la donna sedesse di diritto insieme con gli uomini nei banchetti pubblici come nell’intimità della casa, nella quale poteva dilettarsi nelle varie sperimentazioni culinarie che dessero sostegno e nutrimento ai propri consanguinei.
Ingredienti fondamentali della cucina toscana sono l’olio d’oliva ed il pane che con gli avanzi della zuppa di fagioli si trasforma nella famosa e tipica ribollita.
Altra pietanza peculiare toscana è la pappa con il pomodoro: pane, cipolla, basilico e olio si uniscono in un impasto di rara squisitezza. Gusti semplici, senza troppe pretese, ma indubbiamente carichi di reminiscenze popolari, di un passato in cui la tavola era imbandita solo di ciò che offriva la terra, durante il sacro raccoglimento serale dei componenti della numerosa famiglia pronta a ritemprarsi dopo le fatiche dei campi.
Nei dolci la tradizione toscana è particolarmente sobria: niente creme, nessuna farcitura particolare o ricca di panna. Si preferisce la farina di castagna, la frutta secca come l’uvetta e le mandorle tostate. Difatti apprezzatissimi nella zona e ormai nel mondo sono i biscotti duri inzuppati nel vin santo.
Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta per chiunque voglia farsi coinvolgere dai mille volti e potenzialità di questa regione così intrisa di mistero, storia e gusto dal sapore antico.