La posizione sul corridoio Tirrenico nord

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In occasione della presentazione della Giunta regionale e del discorso programmatico del presidente Claudio Martini in consiglio regionale a Firenze, il Wwf Italia chiede al Governatore sul Corridoio Tirrenico Nord (da Rosignano a Civitavecchia) di uscire finalmente dall’ambiguità, rigettando qualsiasi ipotesi autostradale, constatando il nulla di fatto delle sue trattative con il Governo e scegliendo il progetto definitivo Anas, presentato sin dal giugno 2001, di potenziamento in sede a quattro corsie della SS1 Aurelia come l’opzione più sostenibile per l’ambiente e lo sviluppo della Maremma.

Infatti, il Wwf Italia sottolinea come la Regione, a meno di un anno dalla fine della legislatura, sappia benissimo che i soldi non ci sono (nella Legge Finanziaria 2005 ci sono solo 182 milioni di euro per finanziare, nell’anno in corso, tutte le 280 infrastrutture strategiche, dal costo complessivo di 231 miliardi di euro in 15 anni), che la Commissione Europea non finanzierà mai una nuova autostrada (nella nuova Lista Ten-t rete di trasporto transeuropee, approvata definitivamente il 19 aprile 2004, ci sono contributi della Comunità solo per le ferrovie e le autostrade del mare), mentre sulla SS1 Aurelia, che il Governo e la Regione non hanno ancora adeguato, nel tratto tra Grosseto e Civitavecchia, si registra percentuale di incidenti a km, secondo Dati Anas, è il doppio della media italiana (0,87 incidenti/km quando la media nazionale è di 0,47 incidenti/km).

Il Wwf Italia apprezza il fatto che il presidente Martini nel suo discorso programmatico, anticipato alla stampa, che presenterà oggi in Consiglio parli di «potenziamento del Corridoio tirrenico» e non più di «autostrada costiera», ipotesi che, però, la Regione sostiene dall’autunno 2002. Ma la formula è ancora ambigua e il Wwf Italia chiede che la Regione rilanci il progetto Anas (come stabilito nell’Accordo del dicembre 2000 sottoscritto dalle Regioni Toscana e Lazio, da Anas e dal Governo) che costa la metà dell’ipotesi autostradale costiera e 1/3 dell’ipotesi collinare del ministro Lunardi e che è il più facilmente cantierabile, dato il grado di definizione progettuale. Secondo il Wwf Italia, la Regione non può ancora fornire un alibi al dirigismo del Governo e dell’Anas, che hanno messo in un cassetto l’unico progetto difendibile dal punto di vista tecnico, economico e istituzionale e che vogliono approvare il progetto, utilizzando le procedure accelerate e semplificate della Legge Obiettivo, che non forniscono garanzie sulla valutazione di impatto ambientale e sulla partecipazione dei cittadini.

Il Wwf Italia ribadisce come:

a) la scelta autostradale sul Corridoio tirrenico non sia in alcun modo sostenuta dalla Commissione Europea, che l’ha esclusa dalle Reti transeuropee-Ten, puntando nelle sue politiche trasportistiche su ferrovie e cabotaggio e non sulla costruzione di nuovi assi autostradali. E presenti un saldo negativo dal punto economico e ambientale, per i danni che reca all’economia agricola e alle aree di pregio ambientale della Maremma, a fronte di un investimento che è oltre il doppio di quello necessario per realizzare il progetto, ben più sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, di adeguamento e potenziamento dei


196 km di SS1 Aurelia da Cecina a Civitavecchia;
b) le risorse economiche per costruire l’autostrada «costiera» (oltre 2 miliardi di euro) o anche quella «interna» (oltre 3 miliardi) voluta dal Governo non ci sono, perché per realizzare tutte le infrastrutture strategiche (per un valore complessivo di 231 miliardi di euro, come è stato calcolato dall’Ufficio Studi della Cemera e dal Cresme) sono disponibili nel 2005 solo 182 milioni di euro (investimenti individuati dal Collegato Infrastrutture del 2002 e dalla Legge Finanziaria 2004), a fronte di un’opera che secondo valutazioni tecnico-economiche del Politecnico e dell’Università Cattolica di Milano, si tramuterà in una perdita secca per i cittadini (in termini di tempo, spese di carburante e d’impatto ambientale) di 109 milioni di euro;
c) si debba constatare che il confronto avviato sui tracciati nel tavolo tecnico Regione Toscana – Regione Lazio ? Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ?Anas, che doveva produrre dei risultati entro il 18 ottobre 2003, a un anno e mezzo da quella scadenza non abbia portato ad alcun esito per l’impossibilità di trovare un tracciato autostradale che non abbia un rilevante impatto sul tessuto urbanistico, sui terreni agricoli e sul paesaggio della Maremma;
d) questa linea di condotta favorisca l’emergere di un’ampia area di dissenso nelle stesse forze politiche di maggioranza in Regione (come dimostra il dissenso dei gruppi regionali dei Verdi e di RC e di autorevoli esponenti nazionali dei DS, quali i senatori Franco Bassanini Paolo Brutti e Esterino Montino, e della Margherita, il senatore Luigi Zanda) e dei primi cittadini di comuni importanti lungo delle zone interessate quali i sindaci di Capalbio, Manciano, Montalto di Castro e Tarquinia.

Il Wwf Italia ricorda che il progetto definitivo Anas di adeguamento della SS1 Aurelia da Rosignano a Civitavecchia, ancora oggi all’esame della Commissione Via (196 Km a 4 corsie + corsie di emergenza, di cui 15 di variante, per un costo di circa 870 milioni di euro, a valori del 2000) è la soluzione più difendibile dal punto di vista economico, infrastrutturale, trasportistico e ambientale, rispetto all’ipotesi di autostrada interna da Tarquinia a Grosseto (90 Km di cui 13 in galleria e 8 viadotti, per oltre 3.018 milioni di euro del 2002), sostenuta dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, e all’ipotesi di autostrada costiera (con variante interna di 30 Km per un costo di 2.104 milioni di euro del 2002), sostenuta dalla Regione Toscana?. Autostrada costiera che prevede nella migliore delle ipotesi un contributo da parte dello Stato di 1.200 milioni di euro e che difficilmente raggiungerà mai l’equilibrio di bilancio, quando si pensi che il traffico pagante ammonterebbe a 14.500 veicoli al giorno (stime SAT). A queste stime si devono aggiungere i costi monetari i costi ambientali dovuti alla realizzazione di un nuovo tracciato in aree poco antropizzate e di grande pregio ambientale.

Il Wwf Italia esprime la sua censura sulla cancellazione della sospensione della concessione a SAT per la realizzazione della nuova tratta autostradale, stabilita dal comma 153 dell’art. 4 della Legge


Finanziaria 2004. Concessione che non risolve assolutamente i problemi finanziari dell’opera e che è in contrasto con la normativa europea sugli appalti. Infatti, l’Europa prevede (come hanno ribadito i senatori Franco Bassanini, Paolo Brutti, Donati, Montino e Zanda in una loro interrogazione presentata l’11 febbraio 2004) di sottoporre ogni nuovo investimento a gara di evidenza pubblica per la scelta del soggetto concessionario che realizza e gestisce l’opera.

Il Wwf Italia rileva che il progetto definitivo Anas è ancora del tutto valido e che, dopo un confronto durato tre mesi con i tecnici della Regione, le criticità da questi segnalate siano state tutte superate. Il progetto Anas di adeguamento a superstrada della SS1 Aurelia che: tra Grosseto e Fonteblanda, l’Aurelia ha già oggi una sezione di 14 metri ed è dunque facilmente adeguabile, mentre per la viabilità complanare si ipotizza un tracciato a fianco della ferrovia (15 km); tra Fonteblanda e La Torba, si tratta di prevedere alcuni brevi tratti in variante; nel tra La Torba al confine laziale gli svincoli individuati sarebbero due, Pescia Fiorentina e Capalbio (già esistente), mentre per la viabilità complanare si prevedono interventi di ?ricucitura? con le strade comunali esistenti. Nel tratto laziale il progetto definitivo Anas prevede l’adeguamento in sede, con ampliamento ora a monte e ora a valle dell’attuale tracciato, l’ammodernamento di cinque svincoli esistenti e la realizzazione di altri tre: per il collegamento con la A12, con la SS1 bis e con l’area di Tuscania e Tarquinia.