La prerogativa…

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Con questi nuovi interessi, di cui questa volta sono protagonisti i consumatori, si è in fondo aperta una prospettiva: i frutti antichi, possano giocare un ruolo decisivo per il rilancio dell’agricoltura del nostro prossimo futuro; possono essere, rivalutati, riconsiderati almeno, specialmente quando sarà sempre più necessario parlare di Agricoltura sostenibile, di agricoltura di tipicità.
La prerogativa di questa prospettiva è il «locale» che apparentemente contrasta con le tendenze globalizzanti. Il vitigno locale, ad esempio, il recupero di terreni marginali (pietrosi) sono già una strada, verso vini di alta qualità.
In questo lavoro (che anticipiamo) vi presentiamo i frutti antichi, i protagonisti della storia economica del Gargano che insieme alla miriade di altre realtà agricole hanno fatto la storia della nostra Italia. Presentiamo quelli che sono sopravvissuti, «scovati» quasi come fanno gli archeologici, non tra strati di terreno o di polveri, ma semplicemente tra memorie, ricordi e spesso tra macchie di rovi, ginestre, pini d’Aleppo e quant’altro la natura usa per riprendersi spazi che un tempo lontano gli sono stati sottratti. Tutto quello che siamo riusciti a sapere su questi frutti lo dobbiamo ai tanti contadini che ci hanno aiutato ad interpretarli, decifrarli, a farli «parlare». Quanti n’erano, non lo sapremo mai. Al massimo sappiamo quanti ne sono sopravissuti!.
Tra le tante cose che abbiamo imparato, una ci preme sottolineare, e riguarda il significato, l’importanza della «biodiversità», che in questi anni si sente parlare sempre più spesso. I frutti antichi ci possono aiutare a capire l’importanza di questo concetto. La diversità ad esempio era la caratteristica strutturale delle agricolture tradizionali: tante varietà di pero, di ciliegio, di fico, di olivo nello stesso fondo. La produttività poteva non essere elevata, però la diversità genetica insita nella specie, dava una grande stabilità produttiva che si doveva alla coesistenza nello stesso campo di piante resistenti alle diverse malattie, in grado di sopportare le une la siccità, le altre l’umidità, di modo che, sebbene la produzione individuale variasse con le condizioni climatiche e si avesse la comparsa di malattie durante l’anno, il rendimento medio si potesse mantenere anno dopo anno. La diversità era garanzia di produzioni costanti e, soprattutto, durature nel tempo.

Iniziamo la pubblicazione on line di questa ricerca «archeologica» tra i frutti antichi, partendo dal Gargano, quindi dalla Puglia. Agronomi di altre parti d’Italia possono arricchire questa sezione con loro contributi documentati perché lo sviluppo vero parte dalla conoscenza e dalla valorizzazione delle nostre risorse locali.