La Roadmap di Bali

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La «Roadmap di Bali» si riferisce ad una decisione della Cop13 e ad una serie di decisioni della Cmp3 che definiscono e danno forma a un processo negoziale di due anni per finalizzare un accordo post-2012 alla Cop15/Cmp5 (Dicembre 2009).
Sotto la Convenzione, la Cop13 ha lanciato un processo che permetta la piena implementazione della Convenzione attraverso un’azione di cooperazione nel lungo termine, ora fino a, e oltre il 2012, allo scopo di adottare una decisione alla Cop15. Ha perciò deciso di stabilire un apposito gruppo di lavoro sotto la Convenzione: «Ad Hoc Working Group on Long-term Cooperative Action under the Convention», che terminerà il proprio lavoro nel 2009 e che terrà il proprio primo incontro non oltre Aprile 2008.
Gli elementi costitutivi principali del «Piano d’Azione di Bali» (Bali Action Plan) sono: mitigazione, adattamento, sviluppo e trasferimento di tecnologie eco-compatibili in supporto alle azioni di mitigazione e adattamento, e le risorse finanziarie.
(Decisione: unfccc.int/files/meetings/cop_13/application/pdf/cp_bali_action.pdf).
Sotto il Protocollo di Kyoto il «Gruppo di lavoro sugli ulteriori impegni per i Paesi Allegato I del Protocollo di Kyoto» (Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol – AWG) continuerà a svolgere il proprio lavoro e di fare raccomandazioni alla Cmp5 sugli impegni futuri dei Paesi Allegato I.
(Conclusioni: unfccc.int/resource/docs/2007/awg4/eng/l06r01.pdf).
Inoltre, è stata presa anche una decisione su un processo preparatorio alla seconda revisione del protocollo di Kyoto sotto l’Art. 9, revisione che dovrebbe avvenire alla Cmp4.
(Decisione: unfccc.int/files/meetings/cop_13/application/pdf/cmp_art_nine.pdf)

Secondo il Presidente della Cop13, il Ministro dell’Ambiente Indonesiano Rachmat Witoelar, la Conferenza ha permesso di dare una svolta, e la «Roadmap di Bali» rappresenta anche «un tributo alla solidarietà con cui affrontiamo i cambiamenti climatici, la sfida per lo sviluppo dell’uomo nel XXI secolo», riferendosi all’attenzione alle necessità dei Paesi in via di sviluppo (Pvs).
Anche secondo il Segretario Esecutivo della UNFCCC Yvo de Boer la conferenza ha rappresentato una vera svolta, aggiungendo che essa fornisce un’opportunità reale per la comunità internazionale di condurre con successo la lotta contro i cambiamenti climatici. «I Paesi hanno riconosciuto l’urgenza di agire, ed ora hanno fornito una risposta politica alle indicazioni degli scienziati».
Oltre a questo, sono stati riportati progressi anche su altri elementi importanti della Convenzione che ora dovranno essere attuati, e che sono specialmente rilevanti per i Pvs.

(Fonte Ipcc Focal Point Nazionale)