La sicurezza in montagna

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Previsione, prevenzione e soccorso: questi i tre punti fondamentali dell’intervento del Corpo forestale dello Stato in montagna. Tutto grazie agli uomini del «Meteomont», del soccorso piste, del Soccorso alpino forestale e alle unità cinofile

Servizio «Meteomont»: É un servizio costituito dal Corpo forestale dello Stato e dal Comando delle Truppe Alpine, con la collaborazione del Servizio Meteo dell’Aeronautica, con lo scopo di incrementare le condizioni di sicurezza della montagna innevata, soprattutto attraverso la previsione e la prevenzione del pericolo valanghe.
É formato da 950 tra uomini e donne distribuiti lungo la dorsale appenninica e l’intero arco alpino, distaccati dai vari reparti di appartenenza. Profondi conoscitori della montagna, ogni giorno e con ogni condizione meteorologica sgambano con gli sci in spalla per analizzare la neve, controllare le zone a rischio, incrociare i dati e informare tre milioni di potenziali fruitori tramite le 11 edizioni giornaliere del «Bollettino Nazionale della Neve e delle Valanghe», consultabili sul sito o tramite il numero di emergenza ambientale 1515.
Oltre alla rete informatica di rilevamento, delle tecnologie del Servizio Meteo dell’Aeronautica, sono proprio la fisicità e la fatica di questi uomini e di queste donne, la vera «spina dorsale» di «Meteomont», tra i cui compiti non ci sono solo la previsione e la prevenzione, pur fondamentali per chi vive la montagna, ma anche il soccorso con unità cinofile, operatori «Arva» ed elicotteri. Un servizio che è attivo sia per coloro che dovessero restare sepolti sotto una valanga durante un fuori pista o un’escursione, sia per gli sciatori che dovessero infortunarsi sulle piste.
Grazie a «Meteomont» gli abitanti della montagna, gli sciatori e i turisti, possono conoscere al dettaglio e per le singole località, le condizioni del manto nevoso e decidere se esistono o meno le condizioni di sicurezza per un’escursione. Ma sanno anche che ci sono 950 «Angeli del Ghiaccio» che vegliano su di loro e sono sempre pronti ad intervenire per trarli in salvo, ovunque si trovino.

Servizio Soccorso Piste: Il Corpo forestale dello Stato è presente sulle piste da sci già dal 1978. Il Servizio Soccorso Piste del Corpo forestale dello Stato è attivo in tutte le stazioni sciistiche delle Regioni dove è presente il Corpo. Gli agenti impegnati nel servizio piste sono più di 150, coordinati con le altre forze di polizia chiamate a svolgere questo servizio di vigilanza e soccorso.
Requisiti indispensabili per gli operatori del Soccorso Piste: la capacità di sciare su ogni tipo di neve, la conoscenza delle tecniche base di primo soccorso e il trasporto di feriti, oltre che la competenza nella ricerca di dispersi in caso di valanghe.
Non bisogna farsi trarre in inganno dalla definizione, infatti gli esperti del servizio, non intervengono unicamente per prestare il primo soccorso agli infortunati, ma anche e soprattutto per prevenire gli incidenti facendo rispettare le norme di comportamento dello sciatore elencate nella seconda parte della legge 363/2003.

Soccorso Alpino Forestale: Il Saf, Soccorso Alpino Forestale, è composto da personale altamente specializzato nella ricerca e nel recupero sia di escursionisti che di alpinisti in difficoltà, dispersi o deceduti in luoghi impervi, in boschi di montagna o colpiti da valanghe. Operativo con circa 30 uomini specializzati, è presente in 3 stazioni


distinte: in Piemonte a Domodossola, in Abruzzo a L’Aquila ed in Veneto a Palus San Marco nel Bellunese e collabora, inoltre, con altri enti preposti al soccorso in montagna.
Sono molteplici le competenze richieste ai soccorritori alpini che devono dimostrare di saper utilizzare l’«Arva», ovvero l’apparecchio per identificare persone seppellite da valanghe, e di avere una perfetta conoscenza delle tecniche alpinistiche e di elisoccorso.
L’impiego dell’elicottero nel soccorso in montagna, i continui aggiornamenti ed addestramenti all’utilizzo dell’aeromobile, hanno permesso salvataggi di persone che fino a pochi decenni fa erano impensabili. Con l’utilizzo dell’elicottero si entra nella parte più tecnologica dell’iter di addestramento del personale assegnato alle squadre di soccorso.
Il Soccorso Alpino Forestale collabora strettamente con il Centro Operativo Aereo del Corpo Forestale che fornisce elicotteri e personale aereonavigante specializzato.
I piloti, gli specialisti ed il personale Saf vengono addestrati ad una perfetta simbiosi operativa che è alla base della riuscita di ogni missione.
Durante un’operazione di soccorso vengono attuate procedure che sono il risultato di ore ed ore di studi ed addestramento; infatti tutto è codificato all’interno di un manuale operativo che è stato preparato avvalendosi dell’esperienza sia dei piloti che del personale di soccorso.
Attualmente il Soccorso Alpino Forestale concorre alle operazioni di soccorso con l’ausilio di due elicotteri che sono parte della flotta del Cfs: Agusta Bell AB 412 che offre una polifunzionalità sia con l’utilizzo del verricello che direttamente al gancio baricentrico; e Breda Nardi NH 500 D, capace di un’enorme manovrabilità in ambienti stretti.
L’elisoccorso del Saf collabora con il Coa ed ha le sue basi operative a Rieti e a Belluno.

Servizio Cinofilo: Il Servizio Cinofilo del Corpo forestale dello Stato è stato istituito nel 1988 e viene svolto da unità cinofile, binomi indissolubili composti da un conduttore e da un cane, principalmente di razza Lupo Italiano, che prestano servizio presso i nuclei cinofili regionali, distribuiti su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare un rapido impiego per fronteggiare le più diverse situazioni, in ausilio ai reparti operativi dell’Amministrazione forestale.
L’impiego delle unità cinofile è prevalentemente destinato ad attività di protezione civile e pubblico soccorso, nei seguenti settori di intervento:

? ricerca e soccorso di persone scomparse in superficie;
? ricerca e soccorso di persone travolte da macerie e detriti;
? ricerca e soccorso di persone travolte da valanghe.

Più recentemente è stata avviata anche la formazione di unità cinofile per la ricerca di specie animali e vegetali minacciate di estinzione, tutelate dalla Convenzione Internazionale di Washington (Cites). Proprio in questi giorni, il Servizio Cinofilo è stato potenziato con l’acquisizione di altri 5 esemplari, fra i quali, anche cani di razza Schanauzer e Labrador.
Le attività formative di aggiornamento e di specializzazione sono svolte, con il supporto di istruttori cinofili, presso il Centro di Addestramento cinofilo del Corpo forestale dello Stato di Volpago del Montello (Tv) e nelle altre aree addestrative di Belluno, Collalto d’Auronzo (Bl), Marsiliana di Follonica (Gr), Sabaudia, (Lt) e Rieti.
Per il


conseguimento della specializzazione di conduttore di unità cinofile, è necessario frequentare un corso di formazione che dura due anni, articolato in due fasi addestrative. Una prima fase basata sulle metodologie e sulle tecniche dell’addestramento con il cane, e una seconda, della durata di 18 mesi, nella quale si testa l’acquisizione della capacità operativa dell’unità cinofila, nello specifico settore di intervento operativo.
In questi due anni di formazione, il conduttore deve acquisire specifiche capacità operative nelle attività di ricerca e di soccorso, anche con l’ausilio dell’elicottero e attraverso specifici stage addestrativi.
Per l’impiego in alta montagna, il conduttore cinofilo svolge altresì apposita attività addestrativa presso la Scuola di Soccorso Alpino del Corpo forestale dello Stato di Collalto d’Auronzo (Bl) e le sue sedi staccate, nel corso della quale si acquisiscono le tecniche di intervento in sicurezza in alta montagna.
Le richieste di soccorso devono essere segnalate al 1515, il numero di emergenza ambientale, la cui centrale operativa provvederà tempestivamente a diramare al Centro Addestramento cinofilo, che nel più breve tempo possibile, organizzerà l’intervento operativo dell’unità cinofila più idonea, in relazione al tipo di emergenza.

(Fonte Corpo Forestale dello Stato)