La soluzione cave

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Questi rilievi montuosi, con l’attività di cava, sono stati svuotati dall’uomo che, stando alle conoscenze geologiche, è comparso sulla terra nell’era quaternaria (Neozoico) e che ora, in molte zone della Terra, tra cui spicca quella campana, è diventato così invasivo per cui potremmo affermare, come ho già detto in altri miei scritti, che con l’uomo tecnologico è iniziata una nuova era geologica che chiamerei Tecnozoico.
Nel futuro come si riconoscerà questo periodo della vita della terra? In altre parole, quali saranno i fossili guida che lo caratterizzeranno? Io sono dell’avviso che essi possano essere rappresentati anche da quei materiali che sono contenuti nelle ecoballe e che non si decomporranno nel futuro.
Se ciò è accettabile, perché non ricostruire questi vuoti con un «calcare» contenente tali fossili? Tale ricostruzione potrebbe essere solo di ricomposizione morfologica ma anche per realizzare creare opere d’arte, tipo monument valley degli Usa.
Per ottenere questo basterebbe impermeabilizzare queste cave e miscelare («inertizzare») il materiale delle ecoballe con calcestruzzo o anche cementificarle come si fa con i rifiuti radioattivi a bassa e media attività.
Sicuramente questa cementificazione aumenterebbe i volumi anche del 20/40% (cemento più inerte) e la cosa da gigantesca diventerebbe ancora gigantesca e necessiterebbe di ulteriori volumi di inerti e quindi ulteriori sbancamenti e tanto tempo; ciò è tutto vero. Questo però, in ogni caso, non provocherebbe un ulteriore impatto ambientale in quanto questi materiali in più li si potrebbero ricavare benissimo non ampliando le cave ma solo coltivandole in profondità e ciò è largamente fattibile in moltissime di esse.
Quindi il paesaggio non verrebbe ulteriormente aggredito.
Certamente la spesa per realizzare quanto detto sopra non sarebbe indifferente ma così è in Italia da molto e troppo tempo. A titolo esemplificativo la spesa di movimentazione delle ecoballe da dove sono alle cave si può stimare in 100 milioni di Euro (in ogni caso tali costi sono da prevedere in ogni caso se non si vuole lasciare le ecoballe dove sono), cui si deve aggiungere l’allestimento a discarica per circa 6-7 milioni di metri cubi, stimabili in circa 150 milioni di Euro ed infine la cementificazione che può stimarsi in una cifra analoga molto grossolanamente; un totale quindi di 400 milioni di Euro.
Se invece volessimo cambiare registro si potrebbe riempirle, o impermeabilizzandole e portarci le ecoballe più vecchie così come sono in quanto ormai secche e non più puzzolenti, oppure adibendo le stesse cave a discarica e portarci, anch’esse così come sono, quelle «più fresche» che ancora producono percolato. Sicuramente la spesa sarebbe molto minore ed in un’analisi costo-beneficio ambientale potrebbe anche risultare vantaggioso.