Le linee di sviluppo

116

Il Pisl «Natura» si articola su quattro linee di sviluppo:
1) Ricostituzione delle connessioni ecologiche interne al corridoio portante della fascia del Po e dei siti «Natura 2000» ivi compresi e circostanti, tramite il recupero delle risorse naturali presenti e il ripristino degli ecosistemi (Rete Naturalistica);
2) Incremento della rete ecologica secondaria attraverso il recupero del paesaggio rurale storico, la promozione e l’attuazione di interventi di sviluppo sostenibile (Rete Rurale);
3) Costituzione del sistema integrato di fruizione turistica sostenibile «Greenway» del Po (Rete Turistica);
4) Riconversione dei servizi pubblici verso il risparmio di risorse naturali e per la riqualificazione ambientale (Rete dei Servizi Pubblici). In particolare il Pisl «Natura» consentirà di individuare e promuovere azioni di contrasto al declino del modello agricolo attuale e all’abbandono del territorio rurale, di sviluppare una riconversione agricola compatibile e di incrementare la biodiversità del paesaggio agrario con l’incremento di elementi qualificanti (siepi, filari, zone umide, promozione della Pac), ma anche di favorire le iniziative che molti Comuni hanno in previsione per ridurre gli impatti ambientali negativi e per migliorare la qualità del proprio territorio, in un’ottica di sviluppo eco-compatibile. Gli interventi previsti mirano infatti al consolidamento di una rete ecologica ad oggi frammentata, al completamento di una rete per la fruizione ancora troppo debole, al recupero del paesaggio rurale storico, alla riconversione di servizi pubblici verso il risparmio di risorse naturali e all’accompagnamento delle professionalità coinvolte. Quindi, gli interventi e le azioni del programma, volti a costruire una serie di interconnessioni territoriali, saranno orientati alla riqualificazione ambientale come componente essenziale del miglioramento della qualità della vita e saranno create e gestite il più possibile tramite operatori presenti sul territorio. Il piano di fattibilità dovrà prevedere il massimo coinvolgimento del settore agricolo nella gestione del paesaggio e dell’intera collettività nella gestione della fruizione.