Le variazioni delle emissioni di gas ad effetto serra negli Stati membri dell’UE-15

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Nel periodo 2002-2003, l’Italia, la Finlandia e il Regno Unito hanno registrato l’aumento più elevato di emissioni in termini assoluti (rispettivamente con 15 milioni di tonnellate, 8 milioni di tonnellate e 7 milioni di tonnellate in più). In Italia sono aumentate principalmente le emissioni provenienti dalle famiglie e dai servizi, per un totale di 6 milioni di tonnellate (+8%) e dall’industria manifatturiera, per 5 milioni di tonnellate (+6%), in particolare dalla produzione di ferro, acciaio e cemento. Nel Regno Unito, le emissioni provenienti dalla produzione pubblica di energia elettrica e di calore sono aumentate di 10 milioni di tonnellate (+6%), in seguito ad un aumento drastico nel consumo di carbone da parte delle centrali termoelettriche (+12%). Le emissioni provenienti dall’industria manifatturiera sono del pari aumentate di 4,5 milioni di tonnellate (+5%). Questi aumenti sono stati parzialmente controbilanciati dal calo di emissioni provenienti dalle famiglie, dai servizi e dall’estrazione del carbone.
L’incremento di emissioni in Finlandia è derivato dall’aumento, pari a 7 milioni di tonnellate (27%), di CO2 proveniente dalla produzione di energia elettrica e di calore. Ciò è dovuto principalmente ad un incremento del 45% della combustione di carbone e torba nelle centrali termoelettriche. Il calo delle importazioni di elettricità e di produzione di energia idroelettrica, combinato ad un aumento significativo delle esportazioni di elettricità, ha inoltre caratterizzato la produzione di energia termica in Finlandia. Nel complesso le emissioni del paese sono aumentate del 10,8% dal 2002 al 2003.
Nello stesso periodo, la Danimarca e l’Austria hanno similmente assistito ad un aumento relativamente elevato di emissioni, rispettivamente del 7,3% e del 5,9%. Per quanto riguarda la Danimarca, ciò è soprattutto imputabile all’intensificarsi delle esportazioni di energia elettrica unito ad un picco nel consumo di carbone per la produzione di energia termica. Per altro verso, in Austria i principali fattori sono stati una ridotta produzione di energia idroelettrica (controbilanciata con energia termica), un aumento significativo nelle vendite di carburante per i trasporti su strada e temperature relativamente basse nel primo trimestre dell’anno.
Sul versante positivo, nel 2003 si è riscontrato un calo delle emissioni provenienti dal Portogallo (-4,5 milioni di tonnellate ovverosia -5,3%) e dall’Irlanda (-2 milioni di tonnellate ovverosia -2,6%). In Portogallo, ciò è derivato principalmente da un aumento drastico nella produzione di energia idroelettrica. In Irlanda la flessione deriva invece da una serie di fattori fra cui la chiusura dell’unico impianto di acido nitrico del paese con correlata struttura di produzione di ammoniaca, la diminuzione di CO2 nella produzione di energia elettrica mediante un maggiore impiego di combustibili puliti e un decremento costante delle emissioni di CH4 e N2O in agricoltura.