Non date carboidrati ai criceti

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Il batterio che determina queste lesioni perientali e gengivali può anche essere responsabile di ascessi o granulomi nel cane e nel gatto e, nel cane, anche di peritonite

È una malattia infettiva caratterizzata da lesioni peridentali e gengivali in ratti da laboratorio e criceti alimentati con diete a elevato tenore in carboidrati, sostenuta da un batterio chiamato Actnomyces viscosus. Quest’ultimo può essere altresì responsabile di ascessi o granulomi nel cane e nel gatto e, nel cane, anche di peritonite. La sua presenza è stata dimostrata ugualmente in lesioni simili del suino e di altre specie di animali, domestici e selvatici.
Le lesioni a livello dentario rendono difficile l’alimentazione dei criceti, che potranno andare incontro a diverse patologie:

Avitaminosi: Si verifica per carenza di vitamina C, per cui si dovrà arricchire il pasto di verdure, frutta ed avena.

Stitichezza o costipazione: È una progressiva stasi intestinale, dovuta ad un’alimentazione scarsa in fibre oppure all’ingestione di alimenti o corpi grossolani, che rende l’animale apatico e anoressico fino al raggiungimento della morte. Si dovrà aumentare la dose di verdura e frutta fresca e, in ultima analisi, somministrare un cucchiaio d’olio di vaselina.

Meteorismo: Formazione di gas interni all’intestino, che portano al blocco vescicale, alla costipazione e progressivamente ma rapidamente al soffocamento, in quanto l’eccessiva voluminosità dell’intestino preme sui polmoni. È causata dalla fermentazione dei cibi o dalla natura del cibo stesso, come nel caso di fichi, uva , cachi, dolci, mangiati bagnati, marci, freddi oppure voracemente. Si potrà tenere il criceto al caldo, massaggiandogli delicatamente il ventre, gonfio, per facilitarne l’evacuazione

.Diarrea: Basterà nutrire il criceto solo con cibi secchi, riso cotto a lungo e pasta nutriente, eliminando liquidi ed alimenti verdi per qualche giorno, che invece l’animale preferirebbe perché di più semplice ingestione date le lesioni peridentali.

Obesità: Causata frequentemente da errori alimentari, non bisogna mai dare al criceto alimenti estremamente calorici, come marmellata, burro, nutella, biscotti e dolci in genere, poiché si svilupperebbero non poche patologie negative a carico del fegato che portano alla morte.È da considerare parassita obbligato dell’orofaringe e dell’intestino, che colonizza in presenza di eventuali ferite. La elevata incidenza dell’infezione nel cane è da riportare anche all’abitudine che ha questo animale di lambire e lambirsi le ferite.
Segnalata con particolare frequenza nei cani da caccia, la malattia si conclama con ascessi o cisti peduncolate all’altezza della testa e del collo. Nel gatto le lesioni di tipo granulomatoso interessano in particolare la coda e la zona anale. Negli animali domestici tali lesioni sono sempre localizzate, poiché il microbo non appare dotato di potere invasivo.Seppure sensibile a numerosi antibiotici d’uso zooiatrico la somministrazione di forti dosaggi di penicillina per via parenterale costituisce ancora oggi il medicamento da preferire. La presenza di gravi lesioni fistolizzate limita o rende inefficace il trattamento.