Perché i gatti maschi uccidono i loro piccoli?

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Osservando il comportamento dei gatti selvatici europei si è potuto constatare che i maschi non sono affatto assassini dei loro piccoli, come sosteneva anche il grande storico Erodoto, ma, anzi, a volte partecipano attivamente all’allevamento della prole. La spiegazione di questa comune credenza sembra dunque essere questa: dopo il parto, a volte la femmina va incontro ad un «falso calore». Come è ovvio, se un maschio si trova nelle vicinanze, si eccita a tal punto da montare i cuccioli, poiché viene fortemente respinto dalla femmina. I cuccioli si immobilizzano al morso del maschio, perché ricorda loro la presa della madre.

Questa sottomissione viene interpretata dal maschio come un segnale sessuale positivo, ma, visto che il micino non assume una posizione adeguata per l’accoppiamento, lui continua a stringere sempre più la testa del malcapitato, scambiandolo per una compagna maldestra, fino a farlo morire. Una volta ucciso, il gattino può scatenare un’ulteriore reazione nel gatto adulto, che lo divora per tenere pulito il giaciglio.