Protezione della natura

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La Commissione ha deciso di adottare ulteriori provvedimenti (quattro) nei confronti dell’Italia per problemi riguardanti la tutela dell’ambiente naturale.
È stata adita la Corte di giustizia delle Comunità europee perché le autorità italiane non hanno valutato adeguatamente i danni che lo sviluppo di una zona industriale presso Manfredonia (Foggia) avrebbe potuto avere sul sito naturale «Valloni e steppe pedegarganiche». Gli impianti costruiti nella zona industriale hanno deteriorato gli habitat e disturbato le specie che popolano questo sito protetto. In particolare, sono stati distrutti habitat steppici, mentre molte specie di uccelli sono state disturbate.
L’Italia non ha effettuato una valutazione adeguata dell’impatto del progetto sul sito protetto e non è intervenuta per evitarne gli effetti negativi. In questo senso ha violato la direttiva UE sugli uccelli selvatici.
Sono stati inviati inoltre tre pareri motivati (seconda e ultima fase del procedimento).
Nel primo caso, l’Italia è sotto accusa per aver autorizzato l’estrazione di acqua dal Lago Trasimeno, in Umbria, a scopi irrigui. Il lago si trova in una zona di protezione speciale classificata a norma della direttiva sugli uccelli selvatici. Le autorità italiane hanno adottato un piano per risanare e proteggere l’ecosistema del lago e degli argini, che prevede misure per affrontare il problema della perdita d’acqua e ridurre la velocità alla quale il livello idrometrico sta calando. Le autorità italiane non rispettano però tale piano e continuano ad autorizzare l’estrazione di acqua, con conseguenze negative per le popolazioni ittiche, la flora, la microflora, gli uccelli e i loro habitat, senza contare l’impatto sull’ecosistema lacustre.
La seconda causa riguarda le varianti ad un progetto previsto riguardante circa 100 insediamenti industriali, la maggior parte dei quali si trova all’interno delle zone di protezione speciale «Murgia Alta». Il comune di Altamura (Puglia) ha autorizzato le varianti al progetto senza provvedere alla valutazione istituita dalla direttiva Habitat dell’UE. La valutazione avrebbe dovuto garantire che il progetto non incidesse negativamente sull’integrità del sito interessato.
Nel terzo caso il parere motivato è dovuto al fatto che l’Italia ha autorizzato regolarmente l’organizzazione di rally motoristici nella Provincia di Pordenone («Baia del Cellina») nell’ambito del sito Magredi del Cellina, una zona protetta dalla direttiva Habitat dell’UE, e nei Magredi di Pordenone, una zona che avrebbe dovuto essere designata come zona di protezione speciale. Tutte queste aree ospitano habitat molto rari e protetti che vengono deteriorati dai rally; queste manifestazioni rappresentano inoltre un elemento di disturbo per le specie avicole che li popolano.