San Giusto, ritratto di una cattedrale

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( Direttore Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste )

Inaugurata dalle autorità religiose, civili e militari venerdì 19 settembre 2003, la mostra realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte ha registrato nei primi dieci giorni di apertura un eccezionale successo di pubblico con ben 2.800 visitatori e una punta massima di 984 domenica 21 settembre.
Fino dalle prime giornate era parso necessario rispondere in breve tempo all’insistente richiesta di un catalogo e ciò ha sollecitato i Civici Musei di Storia ed Arte diretti da Adriano Dugulin a compiere un’«impresa editoriale lampo». Il progetto iniziale, emerso nel corso della preparazione della mostra, era quello di predisporre un volume più ampio che contenesse, oltre ai testi dei pannelli, anche citazioni, note e approfondimenti su alcuni avvenimenti specifici e ulteriori curiosità. Invece, travolti dall’entusiasmo dei visitatori concittadini, e non solo, si è deciso di bruciare le tappe e far uscire subito questa pubblicazione che potremmo definire un’edizione pressoché «anastatica» dei pannelli, dei quali è mantenuta la composizione dei testi, delle immagini e delle didascalie, così da conservare il percorso della mostra.
Il volume curato da Marzia Vidulli Torlo (testi di Michela Messina e Marzia Vidulli Torlo con la collaborazione di Laura Oretti; consulenza storico-artistica di Grazia Bravar, Giuseppe Cuscito e Lorenza Resciniti) ha 72 pagine e 305 illustrazioni in bianco-nero e a colori. Viene offerto al pubblico al prezzo di 5 euro, presso la mostra (piazza Piccola 2, tutti i giorni 10-13 e 17-20, ingresso libero) e presso le sedi dei Civici Musei di Storia ed Arte.

Il volume utilizza come nucleo principale le illustrazioni fotografiche tratte dall’archivio dei Civici Musei di Storia ed Arte, che conserva anche una serie concessa dalla Soprintendenza ai Monumenti relativa agli impegnativi restauri condotti tra 1928 e 1933. Sono stati inoltre inseriti materiali dalla Fototeca di Antonio Ciana, di proprietà di Sergio Zorzon, dall’Archivio di Carlo Sbisà e, per le immagini attuali, da quello del fotografo Marino Ierman. Le fotografie, databili a partire dagli anni Ottanta del XIX secolo, raccontano i molti interventi condotti per arricchire, restaurare e indagare un edificio nato nel Trecento dall’unificazione di altri due precedenti, a loro volta sorti sui ruderi di una basilica del V secolo che aveva sfruttato i preesistenti muri di costruzioni romane. Le immagini degli scavi archeologici mostrano muri, scalini, basamenti di colonne e mosaici pavimentali. I restauri testimoniano il ritrovamento degli elementi architettonici conservatisi sotto le malte e ricoperti dagli interventi più recenti. L’attento lavoro di abbattimento degli intonaci ha riportato alla luce poche ma significative tracce degli antichi affreschi che ravvivavano le pareti con scene della «Vita della Vergine», e le colonne con immagini di santi.
Pannello dopo pannello, pagina dopo pagina vengono indagati la storia e i diversi aspetti delle singole parti della chiesa.
In modo eloquente le immagini, corredate da un testo ricco di date, notazioni storiche e curiosità, accompagnano in una approfondita visita della Cattedrale, che ora possiamo conoscere meglio, ma che tace su molti interrogativi, ai quali gli studiosi da sempre cercano di dare una risposta. Il fascino di


questo insigne edificio forse è accresciuto proprio dal fatto che non ha svelato ancora tutti i suoi misteri.