Solo improvvisazione

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( Ordinario di Protezione dagli incendi, ecologia del fuoco e restauro aree percorse. Università della Basilicata )

Il giorno dell’incendio quindi sia le previsioni meteo che quelle dedicate indicavano condizioni allarmanti, a fronte delle quali non pare sia stato attivato alcun servizio particolare, uno dei quali avrebbe potrebbe essere l’assoluto divieto di accendere fuochi di qualsiasi tipo da parte dell’autorità locale di Protezione Civile (Sindaco).
Nelle immagini trasmesse dalla televisione si sono osservate fiamme di altezze notevoli, talvolta anche di 10-12 metri. Con tali condizioni l’impiego dei mezzi aerei, ripetutamente oggetto di una astiosa diatriba tra sindaco e Dipartimento Protezione Civile in ordine ai presunti ritardi di arrivo in zona, è da ritenersi virtualmente inefficace, poiché un mezzo tipo Canadair opera con successo con intensità di circa 3000 kW/metro.
Allorché le fiamme sono di 8 metri, l’intensità oscilla sui 19.000 kW/metro, al di sopra di qualsiasi capacità operativa del mezzo
Lamentarsi dei ritardi nell’invio dei mezzi aerei appare pertanto assolutamente inutile visto che le condizioni operative erano virtualmente al di fuori della loro capacità operativa.
Si deve aggiungere che in tutti i paesi dove il problema incendi è rilevante, i mezzi aerei sono considerati integrativi e non sostitutivi di una efficace azione sul terreno e come tale deve essere richiesto il loro intervento, senza sperare che possano fare miracoli come nel caso di Peschici in cui il fronte di fiamme era di diversi chilometri seppur frammentato.
Sempre delle immagini dei numerosi telegiornali si sono viste scene che confermano la totale mancanza sia di coordinamento sia di organizzazione: persone che battono sul fuoco con la frasca (il livello zero di un qualsiasi servizio antincendio) persone che tentano di usare il flabello su fiamme alte più di 1,70-1,80 m (limite internazionale per l’attacco diretto è altezza di fiamme di circa m 1,20 cioè intensità di 425 kW/metro o meglio di 80 kcal/m/s) persone che operano a torso nudo.
C’è da chiedersi se oltre al miracolo della cappella salvata dalle fiamme anche queste persone tanto coraggiose generose e volenterose quanto del tutto incoscienti ed impreparate ad operare in sicurezze ed efficacia, non abbiano avuto una celeste protezione dalla loro parte.
Si tratta comunque di immagini abbastanza ripetitive che da sole sono una indicazione precisa del tipo di attività che spesso viene posta in essere per affrontare il fuoco: in questo contesto, ha senso di proporre, come da più parti si sta facendo, in maniera certo non disinteressata, di avvalersi dei satelliti per l’avvistamento? Un segmento ipertecnologico di attività che consente di dare l’allarme in pochi minuti non si può innestare in maniera efficace in una attività di contrasto a dir poco primordiale in alcuni casi.
La velocità di allarme e la capacità di esplorare tutto il territorio verrebbe vanificata dai momenti successivi all’allarme in cui dovesse mancare un servizio professionale, dotato di tutti i mezzi necessari, addestrato ed idoneo ad operare con efficacia e coordinamento.