Spadare e Ferrettare – Tre richieste del Wwf a De Castro

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Utilizzare le reti derivanti, come quelle sequestrate in questi giorni nei mari italiani, è illegale, un reato sancito anche dall’Unione Europea: per tornare alla normalità e non impoverire ulteriormente le risorse ittiche e la biodiversità marina, il Wwf chiede al Governo di fare chiarezza sui 200 milioni di euro che l’Italia ha ricevuto fino al 2002 (anno del bando spadare) per la riconversione delle reti spadare a metodi di pesca più selettivi, dare segnali di forte fermezza fornendo strumenti normativi inequivocabili e rafforzamento dei controlli nei porti e a mare, considerare lo spreco delle risorse che alcuni metodi di pesca provocano.

Queste le tre richieste di Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia che dichiara:

«Esistono posizioni equivocabili del recente decreto del Ministro alle Politiche Agricole Paolo De Castro, che hanno riacceso il dibattito tra molte associazioni ambientaliste. La sua firma era un atto dovuto, ma è anche vero che esiste una parte ?indisciplinata? di pescatori che ignora le rigide norme europee che fanno esplicito divieto dell’uso di reti da posta derivanti per la pesca del pesce spada e del tonno. Le ferrettare sono reti da posta di maglia non superiore a 100 mm di apertura e, secondo le norme europee, non dovrebbero superare i due chilometri di lunghezza e non dovrebbero pescare oltre le 3 miglia dalla costa. Sono strumenti ?tipici? italiani, neppure contemplati dalle norme europee, rimessi in mare per esplicita richiesta dei pescatori per la cattura di ricciole, sgombri, sardine e acciughe. Ma occorre riflettere sui rischi-spreco di questo metodo: solo il 20% del pescato, anche se molto redditizio, andrà realmente sul mercato, il resto viene rigettato a mare. Questo è un problema per l’ambiente ma anche per il futuro della pesca stessa, visto che incide sulle tasche dei pescatori ?buoni? costringendoli a competere con quelli di frodo.
«Inoltre altre specie protette, tra cui tartarughe e cetacei, restano impigliate in questo tipo di reti: proprio in questi giorni il Wwf ha trovato alcune stenelle spiaggiate lungo le coste calabresi con evidenti segni di maglie sul corpo e pinne mozzate. I segnali di sofferenza del mare ci sono tutti: è urgente una risposta politica e siamo pronti a collaborare per trovare soluzioni, come già stiamo facendo insieme ad alcune associazioni di categoria come l’Agci-agrital pesca per la lotta alla pesca illegale».

(Fonte Wwf)