Tecnologie e sinks i primi risultati

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Le questioni rimaste ancora aperte riguardano la fase di gestione operativa del protocollo di Kyoto

Si stringono i tempi della Cop 9 in svolgimento a Milano, e i risultati si sovrappongono. In particolare sono state portate a termine le questioni non risolte nella Cop 8, ma soprattutto sono state portate a conclusione tutte le azioni stabilite negli accordi di Marrakesh (Cop 7). Le questioni rimaste ancora aperte riguardano la fase di gestione operativa del protocollo di Kyoto (quando entrerà legalmente in vigore), che diventano di pertinenza della Cop-Mop, la quale sarà istituita alla prima sessione negoziale utile dopo l’entrata in vigore del Protocollo.

I principali risultati riguardano:

– Aver stabilito una connessione tra gli impegni sul clima e quelli sullo sviluppo sostenibile richiesti dalla Dichiarazione Ministeriale nella Cop 8 di Nuova Delhi.
– Reso operativo il Cdm (Clean development mechanism) ed in particolare sono state definite le linee guida ed i regolamenti di attuazione del Cdm (compreso il controverso argomento dei sinks forestali), è stato definito il format per le pratiche agroforestali nell’uso del suolo e dei cambiamenti di uso del suolo, ed è stata definita l’agenda per il successivo lavoro riguardante anche i problemi interconessi di mitigazione/adattamento.
– Definiti gli schemi e la struttura delle comunicazioni nazionali anche per i paesi in via di sviluppo (che non hanno impegni sul Protocollo di Kyoto, ma che avranno impegni nel post Kyoto a partire dal 2012), con particolare attenzione ai problemi delle «politiche e misure» per combattere i cambiamenti climatici e per indirizzare il loro sviluppo in modo sostenibile.
– Definite le finalità, strategie e modalità di attuazione, nel campo del «technology transfer» e della «capacity building» nella cooperazione che i Paesi sviluppati devono fornire ai paesi in via di sviluppo per il raggiungimento degli obiettivi della Unfccc

Rimangono ancora da definire i piani di azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici in favore dei Paesi più poveri e per gli Stati delle piccole isole, così come la gestione del fondo destinato a tali scopi, e rimane ancora da definire le questioni sulla vulnerabilità economica. Questi argomenti saranno risolti dagli organi sussidiari della Unfcc e gestiti successivamente dalla Cop-Mop del Protocollo di Kyoto.

L’Annesso 2 (dichiarazioni conclusive del Ministro italiano per l’Ambiente, dichiarazioni del Segretario Generale Esecutivo della Unfccc, insieme al messaggio di Kofi Annan, Segretario generale delle Nazioni Unite)