Wwf: «ma l’accordo non deve diventare aria fritta»

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I capi di stato e di governo dell’Unione europea hanno concordato una riduzione, per l’Europa, dei gas a effetto serra del 30% entro il 2020, ma solo se gli altri paesi industrializzati adotteranno decisioni simili.
«È chiaro come gli obiettivi fissati oggi verranno raggiunti solamente con l’ausilio di leggi, misure e incentivi seri – ha affermato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia -. Gli obiettivi devono quindi tradursi in uno spostamento degli investimenti verso le tecnologie verdi, invece che verso le centrali nucleari».

IL PUNTO CHIAVE: Malgrado l’opposizione di paesi come la Francia e la Polonia, il Wwf si congratula per gli obiettivi fissati dal Consiglio Europeo legalmente vincolanti del 20% di energia da fonti rinnovabili e del 10% di biocarburanti con certificazione ambientale entro lo stesso termine.

SERVE LEGISLAZIONE SUBITO: Per il Wwf l’obiettivo generale delle energie rinnovabili deve essere suddiviso per i diversi comparti – trasporti, edilizia ed elettricità – con una legislatura a supporto di specifici obiettivi vincolanti per ogni settore. Contemporaneamente, le centrali a carbone devono adottare la tecnologia CCS (Carbon Capture and Storage – cattura e stoccaggio del carbonio).
Un altro elemento chiave per applicare una forte politica energetica e sul clima all’interno della UE è rappresentato da un maggiore impulso all’efficienza energetica nei settori residenziale, industriale, commerciale, dei trasporti e della produzione di energia. Anche se le conclusioni del Consiglio su questo punto sono estremamente deboli, l’efficienza energetica costituisce ancora lo strumento più facile, più economico e più rapido per ridurre i consumi di energia e l’inquinamento ad essi correlato.

«L’Unione europea ha davanti solo 30 anni per portare a termine la missione decisa oggi. Questi anni risultano cruciali per salvare il pianeta dalla pericolose conseguenze dei mutamenti climatici», ha aggiunto Gianfranco Bologna. Il Wwf saluta con favore anche le dichiarazioni rilasciate a Bruxelles dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi, in particolare l’intenzione di costituire una task force del Governo che raccolga la sfida di Kyoto e del Kyoto Plus (l’accordo che sancirà gli impegni di riduzione a livello internazionale per il periodo successivo al 2012, anno in cui terminerà il primo periodo di azione del protocollo di Kyoto). Nelle settimane scorse il Wwf aveva proposto esattamente questo, nel quadro di un piano straordinario, si era parlato di «piano Marshall», urgente e necessario per far partire anche in Italia la «Nuova Rivoluzione Industriale».

Il Wwf indica i 5 effetti domino virtuosi grazie al taglio della CO2:

1. Maggiore certezza di fornitura e minore dipendenza dalle importazioni dicombustibili fossili.
2.Stabilità dei mercati grazie a una riduzione del rischio scarsità di energia e aumento dei prezzi.
3.Risparmio energetico e finanziario in tutti i settori – fino a 100 miliardi di euro l’anno entro il 2020 provenienti dagli obiettivi di risparmio energetico.
4. Riduzione degli impatti sulla salute e dei costi sociali grazie alla drastica diminuzione di inquinamento da combustibili fossili
5. Netto aumento di posti di lavoro in settori legati all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. Il Libro Verde sull’efficienza


energetica della Commissione europea, pubblicato a marzo 2005, calcola che un risparmio energetico del 20% entro il 2020 potrebbe significare 1 milione di posti di lavoro nell’Ue. In Germania, Spagna e Danimarca, per esempio, l’eolico ha generato 120.000 nuovi posti di lavoro nell’ultimo decennio.

(Fonte Wwf)