Il ciclo continuo della vita

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In ogni caso la vita fluisce attraverso un ciclo continuo di rapporti fra esseri viventi.

Ciclo che comincia con gli organismi vegetali che crescono utilizzando l’anidride carbonica dell’aria, l’acqua dell’aria e del terreno e i sali presenti nel terreno stesso per «produrre» (piccole fabbriche biochimiche) carboidrati, proteine, grassi, eccetera. Non per niente i biologi con spirito illuministico hanno dato ai vegetali il nome di organismi «produttori», per analogia con quanto avviene nelle manifatture che producono, appunto, merci trasformando alcune materie prime con le macchine e il lavoro. Dal momento che sono capaci di vivere nutrendosi da soli, un termine più elegante per indicare i vegetali è quello di organismi autotrofi, da autos, da solo, e trofe, nutrizione. Alla fine della loro vita i vegetali muoiono, generando con i loro semi, altra vita vegetale o animale, e lasciano nel terreno o nelle acque le loro spoglie.

Gli esseri viventi che non sono capaci di nutrirsi da soli e che dipendono da altri sono gli animali che i biologi hanno chiamato «consumatori», anche questo un termine preso a prestito dall’economia e dai commerci; o, con nome più appropriato, organismi eterotrofi, che si nutrono di altri viventi, vegetali ma, come vedremo, anche altri animali. Non c’è bisogno di dire che gli esseri umani sono animali consumatori di altri viventi. L’esempio iniziale della colazione mattutina dice che siamo consumatori sia di vegetali, sia di animali.

Nel corso del loro metabolismo gli animali trasformano le sostanze chimiche presenti nel cibo in molecole del proprio corpo e, in parte, in prodotti gassosi (per lo più anidride carbonica, ma anche metano e altri gas), liquidi e solidi. I gas vanno nell’atmosfera e i liquidi e solidi vanno nell’ambiente circostante, acqua o terreno che sia.

Qui incontriamo un’altra popolazione di «servitori» della vita, gli organismi decompositori, già ricordati, che hanno la funzione di trasformare le molecole presenti nelle spoglie vegetali e negli escrementi animali (cellulosa, amido, proteine, grassi, eccetera) in molecole più semplici, anche queste in parte gassose, in parte solubili nelle acque e nel terreno. Con queste si completa il circolo della vita: produttori-consumatori-decompositori, ciascuno utile agli altri, ciascuno dei quali, egoisticamente, cerca la prosecuzione della propria vita. Tutti «vogliono vivere», ma tutti sanno che il loro destino è contribuire alla vita di altri. In natura non esiste la morte perché ogni sostanza di un organismo che ha finito il suo ciclo, genera altra vita. Come dice la cinica espressione: «mors tua vita mea», che meglio non potrebbe sintetizzare la «lotta per l’esistenza».