Un animale speciale e le sue merci

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Ho proposto un breve cammino fra le forme di egoismo e solidarietà nel mondo vegetale e animale per suggerire anche alcune analogie con quanto avviene nel mondo umano nei confronti delle cose. Gli esseri umani non sono soltanto animali che partecipano ai grandi cicli della natura, ma sono animali speciali che, da qualche millennio a questa parte, hanno cominciato a trarre dalla natura materiali per risolvere alcuni problemi speciali come costruire edifici, scaldare il cibo, scaldare le abitazioni, fabbricare e usare mezzi di trasporto e comunicazione, materie plastiche e innumerevoli altre merci.

Anche la produzione e l’uso delle merci subiscono cicli di aumento e diminuzione, sotto molti aspetti simili a quelli che si osservano nelle popolazioni vegetali e animali.

Cominciamo a considerare una merce isolata in un mercato. I fabbricanti e i consumatori, nel loro egoismo, vorrebbero che la sua quantità aumentasse senza fine, ma questo è impossibile perché il mercato ha una capacità ricettiva limitata. Una famiglia può possedere un frigorifero, può possederne due o tre, ma chi si illudesse di continuare a produrre frigoriferi spingendo le famiglie a comprarne continuamente altri, costaterebbe ben presto che una famiglia non può mettere in casa dieci frigoriferi, una quantità superiore allo spazio disponibile in un appartamento.

Anche la popolazione di una merce, la quantità di oggetti che può essere venduta e acquistata in un mercato, aumenta dapprima lentamente, fino a quando non è abbastanza conosciuta o costa troppo, poi aumenta rapidamente verso la saturazione delle capacità ricettiva dei consumatori fino a raggiungere il valore della carrying capacity del mercato stesso. Talvolta gli effetti negativi, sociali o ambientali, di una merce ne provocano l’espulsione dal mercato e la scomparsa della produzione. Ci sono stati numerosi esempi: quello dell’insetticida Ddt; del piombo tetraetile, l’additivo per benzina rivelatosi tossico; dell’amianto rivelatosi cancerogeno; dei bifenili policlorurati Pcb; del medicinale talidomide rivelatosi teratogeno.

Il carattere sbagliato o pericoloso delle merci corrisponde alla intossicazione del mercato che le elimina, in maniera analoga a quanto si è visto per le popolazioni animali espulse dall’ambiente intossicato dai loro rifiuti.

Consideriamo ora una merce (o un processo produttivo) che ha un suo mercato consolidato: sullo stesso mercato si presenta un’altra merce adatta agli stessi scopi della prima e che le fa concorrenza. Proprio come nei casi che abbiamo chiamati di competizione fra animali in un territorio con cibo e spazio limitati, possono verificarsi vari casi: (a) la prima merce è talmente nota e conveniente che la seconda non riesce ad affermarsi e dopo una breve presenza viene espulsa; nel periodo di transizione la produzione della prima merce può subire oscillazioni; (b) la seconda merce viene bene accolta ed entra nel mercato convivendo con la prima, la cui produzione però rallenta o declina perché entrambe devono spartirsi lo stesso mercato di capacità ricettiva limitata; (c) la prima merce è espulsa dal mercato che viene occupato interamente dalla seconda merce; può succedere che la carrying capacity del mercato per la seconda merce sia maggiore di quella della merce precedente.

Fra gli esempi di casi del tipo (b) si possono ricordare la concorrenza fra carbone e petrolio; il petrolio, arrivato sul mercato quando il carbone era ormai un combustibile affermato, si è affiancato al carbone in un mercato di fonti energetiche in continua crescita.

Di casi del tipo (c) ci sono numerosi esempi. Per decenni la tintura in blu dei tessuti era fatta con indaco che si ricavava da piante esistenti in India. Quando l’Europa, nel suo egoismo, ha voluto liberarsi dal vincolo di importazione dell’indaco da un paese lontano, che era una colonia inglese, i chimici hanno realizzato la sintesi dell’indaco; la coltivazione delle piante da indaco, la merce «invasa» nel suo mercato, è crollata, gettando l’India in una crisi economica, e in pochi anni la produzione di indaco naturale si è ridotta a zero; d’altra parte l’indaco sintetico e i numerosi coloranti sintetici invasori possedevano qualità migliori di quelle dell’indaco naturale e la loro produzione è aumentata a valori molto superiori a quelli che aveva raggiunto l’indaco naturale.

I concimi azotati ottenuti dall’ammoniaca sintetica hanno soppiantato e praticamente annullato la produzione di nitrato sodico cileno, con grave crisi nell’economia del Cile, alleviata solo dallo sfruttamento delle miniere di un’altra merce, il rame. La produzione di zolfo Frasch negli Stati Uniti e poi in altri paesi ha fatto scomparire la produzione di zolfo siciliano ed è stata a sua volta soppiantata dalla produzione di zolfo ottenuto dalla depurazione del gas naturale e dei prodotti petroliferi.

L’aeroplano, merce invasore, ha soppiantato gli aeromobili «più leggeri» dell’aria nel loro mercato di mezzi di trasporto aerei. Le penne a sfera hanno soppiantato le penne stilografiche, pur con una recente limitata resurrezione di queste ultime. I computer stanno sostituendo le macchine per scrivere, ma anche nel campo dei computer c’è stato un rapido susseguirsi di modifiche nei sistemi operativi e nei supporti fisici delle informazioni, al punto che alcuni documenti «scritti» appena venti anni fa sono (e saranno per sempre) illeggibili e perduti, a differenza di quelli su supporti cartacei. Merci invase e uccise dagli invasori.

Esempi di rapida nascita e morte di merci sono offerti dai sistemi di registrazione di suoni e immagini. Nel caso dei suoni i dischi di bachelite sono stati sostituiti da quelli di «vinile», i dischi sono stati sostituiti dai supporti magnetici; anche in questo caso ciascuna delle informazioni raccolte con uno strumento sono irrecuperabili per la graduale distruzione delle apparecchiature capaci di «leggerle». Al punto che sia nel caso dei computer, sia nel caso degli strumenti di registrazione, si è costretti a creare dei veri e propri musei e archivi per raccogliere e «tenere in vita» apparecchiature capaci di «leggere» o ascoltare informazioni registrate appena venti anni prima, proprio come si fa con i «santuari» e parchi in cui vengono tenuti gli individui di specie vegetali e animali esposti ad estinzione.

Forse questa maniera di esaminare la crescita e il declino delle merci sotto le forze dell’egoismo nella conquista dei mercati, territori in cui non alberga la solidarietà, potrebbe aiutare a evitare errori nella produzione delle merci, fornendo dei pur rudimentali indicatori di quando si stanno avvicinando fenomeni di turbolenza che anticipano il successo o il declino di una merce «invasore».