Manuale pratico della Transizione

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Pagine 288 – Costo ? 18,50

Una guida pratica per ogni comunità che desidera avviarsi verso la «transizione».

Le Transition Town sono quelle realtà, villaggi, città e metropoli, che si avviano verso la riduzione del consumo di energia e verso l’autosufficienza in termini di cibo, energia e attività economiche.

Un modo nuovo, positivo, ottimista e molto convincente di rispondere al picco del petrolio e al riscaldamento globale.

«IlManuale Pratico della Transizione»illustra in maniera pratica e concreta i passi che qualsiasi comunità può mettere in opera per avviare un progetto di «transizione», evidenziando come i cambiamenti inevitabili e profondi che ci aspettano possano avere conseguenze positive: far rinascere le comunità locali che produrranno cibo, energia e sistemi di edilizia propri. Incoraggiare le monete locali per mantenere la ricchezza dove viene prodotta. Generare un miglioramento nelle capacità pratiche delle persone, in modo che possano riprendere il controllo delle loro vite.

Il libro contiene un’appendice sulla nascita e sullo sviluppo del «movimento della transizione» in Italia.

«Il Manuale Pratico della Transizione» sarà il primo titolo della collana «Il Filo Verde di Arianna», per l’autosufficienza individuale e comunitaria e per la sostenibilità ecologica.

«Il Filo Verde di Arianna»

È stata necessaria una crisi economica, così grave da non averne memoria, per fare interessare l’opinione pubblica ai temi della «decrescita». Questa parola è già in uso da tempo, ma solo ora sta diventando popolare. Comincia infatti ad essere evidente che serve un nuovo modo di vivere e operare, più consapevole dei limiti del pianeta, più attento ad evitare gli sprechi e le attrazioni di un’economia dominata dal «profitto facile ed immediato».

Negli ultimi due secoli, l’uomo industriale ha messo in atto una strategia di sopravvivenza innaturale e inconsueta: la sovrabbondanza e lo spreco. Al contrario di quanto avviene nella maggior parte dei processi naturali, dove si ottiene il massimo risultato con il minimo delle risorse, e senza creare rifiuti.

Ora è giunto il momento di cambiare

I segnali d’allarme sono ovunque: l’individualismo e la solitudine sociale, la precarietà lavorativa ed emotiva, la crisi economica e quella ecologica. Ecco perché è necessario iniziare a sviluppare un senso di appagamento per quello che già si possiede, uno stile di vita semplice ed equilibrato, in netto contrasto con una cultura consumistica che spinge ad avere sempre nuovi bisogni sociali e materiali.

Il perseguimento senza limiti della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono ancora lontane dall’essere accettate. Ma se non vi sarà un’inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana, che solo gli ingenui possono pensare risolvibile dalla stessa scienza e tecnologia che sono alla base della situazione attuale. Siamo ancora in tempo per immaginare, consapevolmente, un modo di vivere basato su un’altra logica: quella di una rinascita comunitaria e locale centrata sulla riduzione delle dimensioni e delle distanze, e attenta all’equilibrio con l’ambiente naturale dove viviamo.

È tornato il tempo di produrre per l’autoconsumo della famiglia e della comunità locale, dedicare la massima attenzione al risparmio energetico e recuperare diverse modalità di scambio. Invece di mercificare e monetizzare ogni cosa, possiamo riprendere a scambiarci lavoro, competenze, prodotti e servizi sotto forma di scambi di vicinato, baratti, doni. In questo modo accresceremo la qualità della vita e il benessere, e forse diminuiremo il Prodotto Interno Lordo e fermeremo la logica perversa dello «sviluppo illimitato».

La via dell’autosufficienza include singoli e comunità che praticano la semplicità gioiosa e volontaria, accorciano la filiera produttiva e commerciale riducendo il traffico e lo spreco di risorse per i trasporti, e favorisce lo sviluppo sano ed equilibrato del territorio ed il «ritorno alla terra». Le pratiche che aiutano l’autosufficienza includono la costruzione autonoma, la permacultura e il compostaggio, l’agricoltura sostenibile e biologica, una forte riduzione e il riciclaggio dei rifiuti, il risparmio e l’utilizzo di energia rinnovabile, la democrazia partecipata e comunitaria. Ridurre al minimo la nostra personale «impronta ecologica», e insieme quella della nostra famiglia e della comunità di cui facciamo parte, è un’azione individuale e sociale che produce enormi effetti culturali, economici e politici.

Agendo nella sfera del «fai da te», consapevolmente o meno, abbandoniamo la spirale dei consumi inutili e dispendiosi, e ci avviamo lungo una via condivisa da molti e sempre più praticata.

La collana «Il filo verde» di Arianna editrice, amplia la proposta teorica e informativa della nostra casa editrice, per offrire contenuti pratici e operativi, allo scopo di soddisfare bisogni e richieste che riteniamo molto diffusi.

Ci auguriamo che questi libri possano aiutare a realizzare un profondo cambiamento del nostro stile di vita e dell’impatto che l’umanità ha su questo pianeta che ci ospita.

(Fonte Macro gruppo editorale- Paola Mazza)