La cultura scientifica occidentale si è rotta

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Lo specchio della cultura scientifica ed artistica della società industriale è in frantumi: nasce il Bio Vitalism destinato a vedere al di là dello specchio. Le sovrastrutture cognitive debbono quindi essere riconvertite per favorire il passaggio tra la vecchia e decrepita società industriale alla società della Conoscenza

«Nunc age, cur ultra speculum videatur imago percipe; nam certe penitus semota videtur».

Ora, apprendi perché l’immagine si veda al di là dello specchio: dato che essa appare discosta nel fondo. (Tito Lucrezio Caro, De rerum natura, IV, 269-273).

Lo specchio della conoscenza «Meccanica e Quanto-Meccanica» e ormai irreparabilmente fatto a pezzi.

La cultura scientifica occidentale e andata in frantumi come uno specchio non più utile a rispecchiare il mondo; pertanto oggi possiamo vedere al di là dello specchio senza che lo specchio rifletta immagini già note o distorte dalle fratture.

Infatti al giorno d’oggi vanno di moda Nano e Bio -tecnologie senza un supporto teorico adeguato, ciò perché ancora rimangono considerate valide le concezioni meccaniche e quanto-meccaniche ormai obsolete.

Le sovrastrutture cognitive debbono quindi essere riconvertite per favorire il passaggio tra la vecchia e decrepita società industriale alla società della Conoscenza.

Friederich Nietzsche ritenendo che si debba tornare a vedere al di là dello specchio cognitivo tradizionale, propone una visione del mondo «anti-meccanicistica» per superare i limitati fondamenti scientifici della fisica classica a lui contemporanea, ma muore nel 1900 , anno in cui Max Plank, dagli studi della radiazione del corpo nero si rende conto che la Energia non è un continuum e che pertanto doveva essere effettivamente introdotta una nuova cultura scientifica e umanistica come Nietzsche aveva presupposto in termini filosofici.

La discontinuità dell’energia a livello microscopico, mina infatti la esigenza del realismo oggettivo della fisica classica, così come Nietzsche aveva prematurato culturalmente.

Ma in seguito, proprio per ricondurre il microcosmo ad adeguarsi come limite alle leggi della fisica classica, lo stesso E. Shroedinger abbandona le ipotesi di Entanglement (1926) e scrive l’algoritmo noto come Equazione d’Onda di Schroedinger, mentre Heisemberg descrive come Principio di Indeterminazione (1927). In tal modo lo specchio cognitivo è stato ri-incollato alla meglio, prevedendo unicamente la possibilità di ottenere una conoscenza probabilistica in relazione al microcosmo, mentre allo stesso tempo non si prendono distanze dalle concezioni della Fisica Classica nate agli inizi della società industriale con Isaac Newton nel 1600.

Questa separazione tra macro e microcosmo come elementi incompatibili per essere trattati con una comune logica si e protratta fino ad oggi, e pertanto, cercando ancora un volta di vedere al di là dello specchio ormai rotto e malamente aggiustato, come Egocreanet ed altri collaboratori, abbiamo iniziato a trattare di una nuova visione del mondo Anti-meccanicistica, a partire dalla concezione di Entanglement quantistico e da una nuova esigenza cognitiva volta a superare il meccanicismo classico e quanto-meccanico, denominata Bio-Vitalism.

Il crepuscolo della scienza meccanica travalica ormai i confini dell’esperienza del singolo ricercatore pertanto per condividere nuove idee e soluzioni concettuali e progetti futuri, si può vedere in Rete www.edscuola.it/lre.html, anche su Facebook i gruppi su i temi Entanglement e Bio-vitalism.