La società delle api

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Per l’uomo l’ape rappresenta un bene inestimabile: si tratta dell’insetto maggiormente dedito all’impollinazione, senza la cui attività non saremo in grado di produrre molti frutti ed ortaggi di cui comunemente ci nutriamo

 

Come disse Albert Einstein, «Se le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero solo 5 anni di vita». Non ci troviamo ancora in questa condizione ma, almeno in Italia, il patrimonio apistico si è dimezzato. Anche le popolazioni presenti nel continente americano hanno subito gravi decimazioni e la responsabilità sembra sia da addurre all’utilizzo indiscriminato di pesticidi sulle colture.

Per l’uomo l’ape rappresenta un bene inestimabile: si tratta dell’insetto maggiormente dedito all’impollinazione, senza la cui attività non saremo in grado di produrre molti frutti ed ortaggi di cui comunemente ci nutriamo.

Cerchiamo, quindi, di capire meglio come vivono le api, come si sviluppano e come è organizzata la loro vita. Le api si distinguono in:

– Non sociali, come le Api Solitarie: Folle

Se le aggregazioni sono date da raggruppamenti di individui estranei gli uni agli altri, ma tenuti insieme da precise condizioni ambientali.

– Sociali, come le Api Mellifiche: Società

Se gli individui sono tenuti assieme da forme di interazione di varia natura e stimoli diversi, quali i sensoriali o i feromonici.

Nella società delle api la divisione ed il coordinamento del lavoro hanno raggiunto il livello evolutivo più elevato: il singolo non ha possibilità di sopravvivenza se non all’interno di una più ampia unità biologica, la famiglia. Questa risulta quindi costituita da una sola femmina fertile (Regina), un numero assai elevato di femmine sterili (Operaie) e da alcuni maschi, la cui presenza è peraltro stagionale.

Si distinguono dunque tre caste, assai differenziate anche nella morfologia.

La regina

 

La cella che ospita la regina ha una forma particolare e si presenta come una ghianda sporgente dalla superficie del favo. Il suo sviluppo post-embrionale dura circa 16 giorni e la larva, che si nutre esclusivamente di gelatina (o pappa) reale, assume dimensioni considerevoli. Prima di uscire dalla sua cella, la Regina emette un suono caratteristico, noto col nome di «Canto della Regina» e, pochi giorni dopo lo sfarfallamento, esce per il volo nuziale, durante il quale si accoppia con molti maschi diversi. È questa una buona garanzia contro le negative conseguenze della consanguineità.

La deposizione delle uova, che inizia dal 4° al 21° giorno dopo l’accoppiamento, avviene nelle celle più centrali del favo, mentre le zone più laterali vengono usate per immagazzinare miele e polline. Durante l’ovodeposizione la Regina è costantemente accompagnata da una «Corte» di 10-12 api, che provvedono a nutrirla. L’intensità di ovodeposizione giornaliera varia molto con la stagione: solitamente inizia a Febbraio con poche uova al giorno, raggiunge l’acme nel periodo estivo con 2.000-3.000 uova al giorno, decresce in Autunno e si arresta del tutto in inverno.

Durante tutta la sua vita, la Regina depone circa 2 milioni di uova, il cui peso si aggira sui 330 grammi (1.650 volte il suo peso). La sua capacità di ovodeposizione diminuisce con l’età: al terzo anno la prolificità diminuisce notevolmente, anche se la sua vita può prolungarsi fino al quinto anno.

 

 

Le operaie

Le larve di operaia crescono rapidamente: il loro sviluppo post-embrionale dura circa 21 gg e, al termine del periodo, l’adulto fuoriesce dalla cella, dopo aver eroso l’opercolo di cera.

Alle operaie è affidato tutto il lavoro della comunità: fino ai venti giorni d’età si dedicano prevalentemente ai lavori interni, successivamente si specializzeranno in lavori esterni all’alveare. Esse possono vivere solo 35-40 giorni in Estate, ma quelle che nascono in Autunno sopravvivranno fino alla Primavera successiva.

Le Operaie si dividono in:

– Api Nutrici: operaie che somministrano gelatina reale alle larve

– Api Costruttrici: operaie che secernono cera dall’addome per la costruzione del favo

– Api Bottinatrici: operaie che si dedicano particolarmente alla raccolta, nel mondo esterno, delle sostanze necessarie alla vita della famiglia

I maschi (Fuchi)

Le celle in cui si sviluppano i maschi hanno diametri di poco superiori a quelli delle Operaie.

Cominciano a comparire all’inizio della Primavera, mentre in Autunno, risultando inutile la loro presenza, perché improbabile la comparsa di nuove Regine vergini, vengono cacciati ed uccisi dalle operaie.

Il loro sviluppo post-embrionale dura circa 24 giorni e durante tutta la loro vita vengono custoditi e nutriti dalle operaie.