Network e strategie di sviluppo innovativo

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La crisi strutturale contemporanea determina la impossibilità di pensare ad un futuro che possa ancora fondarsi su una proiezione lineare del passato della vecchia struttura della società industriale, la quale ormai non è più consona rispetto alle necessita di condivisione dello sviluppo della società della conoscenza ad elevato contenuto di innovazione scientifica e tecnologica

Le trasformazioni che si stanno attuando agli inizi del nuovo millennio, mettono in evidenza come la tecnologia digitale della Information Communicatio Tecnology (Itc) assuma oggi un ruolo fondante del cambiamento, così come la stampa fu capace di produrre mutamenti epocali nella grande rivoluzioni industriale del passato. Oggi Personal computer, telefonia mobile e Internet, indubitabilmente danno vita a innovazioni sociali, culturali, economiche e produttive basate sulle nuove forme di comunicazione e interazione delle conoscenze. L’accesso ai «Network Digitali» infatti sta diventando la leva del cambiamento sociale in quanto si dimostra capace di incidere su alternative dello sviluppo economico ed anche divenire una forma di riscatto che oggigiorno sta producendo una forte presa di coscienza nelle popolazioni svantaggiate da squilibri economici e culturali. Stiamo infatti osservando nei paesi arabi del Mediterraneo come, la utilizzazione della interattività della comunicazione Itc, abbia inciso a fondo nel liberare grandi energie popolari per lungo tempo rimaste passive.

Nei paesi a grande industrializzazione i mass media «non interattivi», quali sono la stampa e la TV, diversamente sono riusciti ad imporre una condizionata acquisizione mentale dove la gente, per quanto il presente sia poco soddisfacente, sembra preferire vivere il presente della società della informazione passiva, in forma di entertainment (cioè di tutto quanto fa spettacolo), senza pensare seriamente né al passato né al futuro dello sviluppo sociale ed economico.

Personalmente ritengo che prima o poi per quel che riguarda la stampa cartacea, le rotative dovranno pur fermarsi a causa dei sempre più pesanti problemi di indebitamento di giornali e riviste, che sopravvivono solo se sostenute indebitamente per ragioni di sostegno ai partiti della politica. Inoltre gli introiti reclamistici della TV si troveranno a breve a dover ridurre i loro business, in quanto il mercato non potrà sopravvivere all’aumento dei livelli di indebitamento dovuti al calo dei consumi, e quindi il commercio non potrà più essere caricato da un’alta percentuale di spesa in favore della reclamizzazione dei prodotti.

Tale previsione pone una riflessione sulle esigenze di cambiamento; infatti la crisi strutturale contemporanea determina la impossibilità di pensare nostalgicamente ad un futuro che malgrado tutto possa ancora fondarsi su una proiezione lineare del passato della vecchia struttura della società industriale, la quale ormai non è più consona rispetto alle necessita di condivisione dello sviluppo della società della conoscenza ad elevato contenuto di innovazione scientifica e tecnologica.

Il futuro pertanto con ogni evidenza non potrà basarsi sulle fondamenta del passato, di conseguenza le strategie di sviluppo «anti-crisi» debbono prevedere profondi cambiamenti strutturali finalizzati a rimuovere le barriere conservative alla crescita della innovazione, in modo da sfruttare le nuove opportunità di sviluppo basate non più sulla competitività ma viceversa su politiche di reti di coesione economica e sociale.

In tale contesto di cambiamento la comunicazione Itc, può dare un notevole contributo al superamento delle concezioni che ancora limitano l’impegno politico e sociale ad un tipo ordinario di misure anticongiunturali, per innovare il contesto strategico finalizzato a trovare la via di uscita alla crisi strutturale contemporanea, unicamente possibile creando le condizioni di cambiamento a lungo termine della nuova fase della società della conoscenza come alternativa allo sviluppo della obsolescente società industriale.

Purtroppo le buone potenzialità di favorire la crescita di un approccio innovativo della produzione, non più basata su settori maturi, ma viceversafondata su stabili relazioni tra ricerca scientifica e tecnologica, necessarie per delineare un profondo rinnovamento degli assetti produttivi, non sembrano suscitare l’interesse della finanza e del settore bancario ed assicurativo che rimangono tradizionalmente contagiati da una concezione di guadagno facile e progressivo, fondato su una forte avversione al rischio.

Vittima più esposta alla retrograda concezione degli investimenti finanziari di banche ed assicurazioni, è proprio la innovazione ad alto contenuto tecnologico della impresa ed in special modo quella delle Pmi, perché si trova bloccata dalla limitata disponibilità economica, nonché dalla difficoltà di reperire fondi di credito che abbiano un profilo di lunga scadenza come è necessario per poter delineare le nuove strategie di sviluppo innovativo unicamente effettuabili sulla base di una stretta correlazione a rete tra ricerca scientifica e tecnologica per il profondo rinnovamento dei settori maturi della produzione.

Eppure, nella attuale società di transizione tra la società industriale e quella della conoscenza, purtroppo si sprecano risorse economiche ed umane, per attività di entertainment, (calcio, canzonette, reality show, discoteche… e «bunga-bunga») che nell’insieme mantengono l’antica funzione di ridurre il grado di consapevolezza della gente sulla impossibilita di proseguire in una espansione non produttiva della economia dello spettacolo, la cui continuità se inconsciamente protratta, in breve, si convertirà in una irreversibile crisi finanziaria e profonda recessione economica.

Prima di arrivare a tanto il Convegno sul tema «Intelligenza Strategica» organizzato dal Network Egocreanet/Lre e dal giornale on line, Nove dal Firenze, si propone di iniziare a considerare come le «strategie di sviluppo dei network digitali» abbiano la capacità di offrire varie opportunità utili per riconsiderare le traiettorie del cambiamento dello sviluppo contemporaneo, realizzando interventi indirizzati a facilitare la coesione sociale e la condivisione di conoscenze, entrambe necessarie per avviare la ripresa sociale ed economica.

Questo è il motivo per cui lo sviluppo di Network digitali assume un ruolo decisivo nell’affrontare le importanti sfide del cambiamento strutturale della economia e del rinnovamento della capacità produttiva che non possono essere più correlati alla semplice competitività aziendale, ma invece proprio alla necessità di realizzare Network digitali che permettano lo sviluppo di un’ampia collaborazione per la gestione della innovazione a rete in favore dellacoesione per la innovazione delle relazioni tra impresa, ricerca e formazione. Tale strategia di sviluppo dei Network digitali,costituisce una effettiva esigenza per consentire un migliore indirizzamento delle risorse private e pubbliche verso gli investimenti che alimentano un nuovo modello Regionale di crescita della produzione, in modo da poter guidare e agevolare la trasformazione strutturale attraverso nuovi modelli di investimento finanziario basato su strategie di credito a lungo termine.

Pertanto il convegno sul tema «Intelligenza Strategica» si propone di agire come «scauting di idee e proposte di innovazione», adeguate a ricostruire le basi per un nuovo sviluppo dell’economia locale, provinciale e Regionale, là dove è innanzitutto necessario investire sulla condivisione di conoscenze per tramite una più organizzata utilizzazione delle Itc, nel quadro delle strategie di sviluppo innovativo dei Network digitali.

Concludendo questa premessa, sottolineo come la speranza degli organizzatori del convegno sul tema della «Intelligenza Strategica»,(supportato dai patrocini del Comune e della Provincia e dell’Università di Firenze e della Regione Toscana), sia quello di collaborare ad individuare un «Piano Strategico della Innovazione» che possa condurre la «Città, la Provincia e la Regione Toscana», verso gli ambiziosi obiettivi di crescita sociale ed economica necessari per costruire le basi per una nuovo sviluppo della economia e collaborare attivamente nel definire le politiche di uscita da questa situazione di depressione economica e di crisi strutturale.

– http://www.edscuola.it/archivio/lre/trasformazione.pdf ;

– http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=87258

– http://www.siamotuttigiornalisti.org/it/content/cambiamento-degli-assetti-produttivi-e-il-ruolo-innovativo-delluniversit%C3%A0-e-della-scuola

– https://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=12743:produzione-e-ruolo-innovativo-delluniversita&Itemid=124?=it.