Il Sulcis nella morsa del bracconaggio

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Distrutti sentieri illegali con oltre 2.500 lacci in crine o nylon pronti per uccidere in modo crudele migliaia di uccelli selvatici ma anche gatti selvatici, volpi e martore. Il video del salvataggio di due cani da caccia vittime di lacci per cinghiali

Quattro interi sentieri illegali distrutti, con oltre 2.500 lacci in crine o nylon pronti per uccidere in modo crudele migliaia di uccelli selvatici ma anche gatti selvatici, volpi e martore. Sentieri addirittura abbandonati dai bracconieri, ma che continuavano a mietere vittime tra uccelli e ungulati. È il bilancio del campo organizzato dalla Lipu per il contrasto dell’uccellagione nella Sardegna meridionale, cui hanno partecipato volontari provenienti da ogni parte d’Italia.

In trappola è finito anche un cane da caccia, un segugio, di nome Stella: probabilmente smarritosi nei boschi durante una battuta finale della stagione venatoria, l’esemplare, una femmina di poco più di un anno, è rimasto prigioniero di una trappola in acciaio per cinghiali, una delle decine disposte da un uccellatore lungo un sentiero in località S’Arcu su Schisorgiu di Assemini.

Per due notti un beagle maschio di nome Carrettoni, appartenente allo stesso proprietario, l’ha confortata, riscaldandola col proprio corpo e leccandola per tenerla asciutta, abbaiando e ululando per attirare l’attenzione dei soccorritori. In questo modo i volontari Lipu l’hanno potuta liberare e riportarla, insieme al compagno, al proprietario Enzo Lai, un cacciatore di Sant’Anna Arresi.

Oltre all’antibracconaggio sul campo, i volontari Lipu hanno anche incontrato oltre 500 studenti della Scuola Media Statale «Costantino Nivola» di Capoterra e i loro docenti. Grazie alla disponibilità della Dirigenza Scolastica, i volontari hanno organizzato incontri e illustrato i danni irreversibili che l’uccellagione produce alla fauna del Sulcis, non solo con l’uccisione di migliaia di uccelli, ma anche con lo sterminio dei loro predatori naturali, come Gatti Selvatici, Volpi e Martore.

Quest’anno l’attività condotta dalla Lipu e dall’Arma dei Carabinieri, sotto le direttive del Generale Luigi Robusto, ha inferto colpi pesantissimi al mondo del bracconaggio, con la denuncia di 17 uccellatori e l’arresto di un bracconiere per detenzione abusiva di armi. «Per rendere ancora più efficace l’azione repressiva – spiega Fulvio Mamone Capria, vicepresidente Lipu – chiediamo che ai soggetti già deferiti venga anche contestato il reato di maltrattamento di animali, visto che alcuni tipi di trappole, così come i cavetti metallici, non uccidono immediatamente gli animali, ma li sottopongono a lunga e penosa agonia».

La Lipu chiederà anche che agli uccellatori che esercitano la loro attività illecita senza essere provvisti di licenza di caccia sia contestato il reato di furto ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato.

L’Associazione chiederà infine che le Autorità di Pubblica Sicurezza applichino ad alcuni ben identificati uccellatori, che vivono dei proventi della loro attività delittuosa, misure di prevenzione che impediscano loro di frequentare in autunno ed in inverno i boschi del Sulcis e del Sarrabus.

(Fonte Lipu)