Comunicare senza parole

253

Quando Michi spalancò le finestre, quella mattina, decise che una giornata simile doveva essere, in qualche modo, la «sua» giornata. Il cielo era terso e d'un azzurro così carico da sconfinare nel viola. L'aria, ripulita dal leggero piovasco notturno, mostrava un panorama di campi collinette e alberi con un prato verde fino all'orizzonte. La sera […]

Non puoi leggere tutto l'articolo perché non sei un utente registrato!

Registrati oppure esegui il login.