La realtà vera e quella della Tv

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L’esterno vale più dell’interno, l’apparenza surclassa l’intimità, la forma vale più del contenuto: tutto appare quasi potesse trattare solo di oggetti, di merci, come in una mostra permanente ed infinitamente estesa nel tempo dell’immaginario. Se ne parlerà in un convegno il 19 marzo

Guy Debord con il libro «La società dello spettacolo» scritto nel 1967, e recentemente ristampato da Baldini-Castoldi, ha intuito con lucidità agli albori dell’era televisiva, che il mondo reale si sarebbe trasformato in immagini, che lo spettacolo sarebbe diventato «la principale produzione della società attuale».

Ciò che rende lo spettacolo Tv ingannevole e negativo è il fatto che esso rappresenta il dominio di una parte della società che rimane passiva nell’ascolto imposto dai mass media, così che l’economia, ed ogni altro aspetto della società, viene mercificata dalla reclamizzazione dei prodotti e dal controllo del sistema di conoscenze, favorendo il condizionamento di ogni aspetto della vita la condizione umana nella vita di tutti i giorni.

Dice Guy Debord «Più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio».

Così con la Tv si alterano le condizioni di pensiero e di vita dell’umanità in quanto si determina nella mente la seguente sequenza: «dall’importanza dell’essere si passa alla concezione dell’avere fino a giungere alla esigenza di apparire», cioè si arriva a dare prevalenza ad una forma assai limitata dell’essere.

La moda come spettacolo ne e un chiaro esempio, le «mannequin» sono magrissime perché ciò che conta per l’immagine non sono loro ma il vestito.

Così si attua in modo totalizzante la vittoria della finzione sulla realtà, della copia sull’originale, della forma sul contenuto tutto si limita a muoversi e comportarsi in funzione dell’immagine.

L’esterno vale più dell’interno, l’apparenza surclassa l’intimità, la forma vale più del contenuto: tutto appare quasi potesse trattare solo di oggetti, di merci, come in una mostra permanente ed infinitamente estesa nel tempo dell’immaginario. Il tempo infatti si riduce al presente che annulla i valori del passato della storia, ciò perché tutto sembra possibile ridursi ad una scena senza confini temporali necessaria a dare valore all’apparire contingente.

Si prende così in considerazione solo una parte della realtà proiettata come immagine e pertanto privata di ogni riferimento stabile o avente un valore obiettivo, perché perennemente cangiante a seconda della situazione che si vuol fare immaginare. La scena in Tv è continuamente modificata e quindi, risulta impossibile da cogliere, fissare, definire un ritorno alla vera realtà che viene coperta da una realtà inesistente, una realtà cancellata dal suo spettacolo che provoca una dilagante crisi d’identità per la estraneazione da se stessi nella ricerca di una immagine illusoria e costantemente fuorviante.

In televisione anche le notizie esistono solo se fanno spettacolo e si sottopongono alle leggi dello spettacolo, ed e proprio questo stato di cose che ci siamo proposti di modificare basando l’attività di Egocreanet-Lre su strategie di sviluppo dei Network Digitali di comunicazione interattiva finalizzate a costruire la futura società della conoscenza.

Di quanto sopra detto discuteremo al Convegno su «Intelligenza Strategica», in Provincia di Firenze, Sala Pistelli, Via Cavour 3, Firenze, il 19 Marzo 2011.

Finalità del Convegno

Studio delle strategie per rimodulare interattivamente le menti alterate dalla società dello spettacolo in tv, poiché il mondo reale, trasformato in immagini acquisite passivamente è stato fuorviante lo sviluppo della intelligenza umana.

(Info lre@unifi.it)