Rinnovabili: 90mila posti potenziali a rischio

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Le fonti da energia rinnovabile potrebbero produrre 90mila posti di lavoro aggiuntivi per un valore tra i 28,6 ed i 42,3 miliardi di euro entro il 2020. A deciderne il futuro saranno le politiche energetiche nazionali ed internazionali e gli incentivi che gli stati membri adotteranno.

Sulla riduzione degli incentivi alle rinnovabili il commissario europeo Guenter Oettinger ha appena bacchettato l’Italia per l’instabilità normativa che mette a rischio gli investimenti già fatti dagli operatori internazionali e proprio per il rischio occupazione domani a Roma ci sarà la prima manifestazione dei lavoratori del comparto fotovoltaico (solar day).

I dati economici ed occupazionali del comparto emergono dall’Annual Report Irex (Italian Renewable Index), presentato stamattina presso la sede del Gse da Althesys che da due anni monitora quotidianamente l’industria italiana delle energie rinnovabili. Per il Ceo di Althesys, Alessandro Marangoni, l’Italia, rispetto ad altri paesi dell’Ue, va verso una situazione di incertezza «si rischia di bloccare lo sviluppo di un settore che nel 2010 ha effettuato investimenti equivalenti allo 0,4 percento del prodotto interno lordo. L’incertezza favorisce gli investimenti delle aziende italiane negli altri Paesi anziché attirare in Italia operatori internazionali, come peraltro dimostrano i dati dello studio: gli italiani hanno investito +22 percento all’estero nell’eolico e 25 % in Italia rispetto al 2009».

A parere di Paolo Frankl, responsabile settore rinnovabili dell’Iea (Agenzia internazionale dell’energia) «nelle rinnovabili la gran parte della catena del valore, dall’installazione in poi, è ancora italiana e genera numerosi posti di lavoro. La stessa cosa non si può dire dei combustibili fossili che vengono lavorati in varie parti del mondo e solo dopo trasportati in Italia. Nonostante questo la riduzione degli incentivi è da fare il prima possibile per allinearsi ai livelli internazionali».

(Fonte Althesys)