Dizionario tecnico-ecologico delle merci

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Un pregevole lavoro di Giorgio Nebbia. Oggi sarebbe praticamente impossibile scrivere un dizionario universale delle merci e delle cose materiali. Il lettore dovrà accontentarsi di queste poche schede che riguardano una minima frazione dei circa 60 miliardi di tonnellate di materiali che circolano intorno a lui, fra alimenti, fonti di energia, macchinari e manufatti industriali

All’inizio del secondo decennio del XXI secolo la terra si presenta abitata da circa 7.000 milioni di persone, che si possono considerare divise in circa 2.000 milioni nei paesi industrializzati (Nord America, Europa, Russia, Giappone, Australia), in circa 3.000 milioni nei Paesi in via di industrializzazione (Cina, India, Brasile, Sudest asiatico, eccetera) e in circa 2.000 milioni nei Paesi poveri e poverissimi, per lo più in Asia, Africa, America Latina.

Si usa caratterizzare i diversi paesi e il loro sviluppo economico con l’indicatore Pil, prodotto interno lordo, un numero che indica la quantità di denaro che scorre attraverso ciascun paese in un anno. Le singole persone tuttavia non mangiano, non si muovono, non abitano, non comunicano con i soldi, ma con cose materiali, tratte dalla natura e trasformate in prodotti commerciali, utili: grano e benzina, cemento e acqua, eccetera. Anche i beni apparentemente immateriali, come il parlare, la stessa felicità e dignità umana non sarebbero accessibili se non ci fossero fili elettrici, telefoni, abitazioni decenti, letti di ospedale, banchi di scuola, tutti «beni» fatti di metalli, legno, plastica, eccetera.

«Dentro» ciascun oggetto, ciascun prodotto fabbricato, ciascuna merce, ci sono materie fisiche, ma anche storie di personaggi, di inventori, di lavoro, di fatica umana. Questo libro vuole raccontare alcune di queste storie di sostanze chimiche e di persone. È intitolato «dizionario» perché gli argomenti sono predisposti in ordine alfabetico, ma naturalmente si tratta di pochi argomenti rispetto all’universo quasi infinito di merci e oggetti che ci circondano.

I filosofi del Settecento scrissero un dizionario delle cose tecniche, intitolato Enciclopedia ragionata delle arti e mestieri. I chimici dell’Ottocento scrissero vari dizionari ed enciclopedie merceologiche, con un numero sempre più grande di «voci» a mano a mano che arrivavano altre innovazioni tecniche.

Oggi sarebbe praticamente impossibile scrivere un dizionario universale delle merci e delle cose materiali. Il lettore dovrà accontentarsi di queste poche schede che riguardano una minima frazione dei circa 60 miliardi di tonnellate di materiali che circolano intorno a lui, fra alimenti, fonti di energia, macchinari e manufatti industriali. Acqua esclusa, perché quella entra ed esce dalle case, dai campi e dalle fabbriche di tutto il mondo in ragione di circa 4.000 miliardi di tonnellate all’anno.

Se il lettore sarà incuriosito e indotto a guardarsi intorno con un po’ di curiosità e meraviglia per il mondo delle cose che gli permettono di vivere e lavorare, l’autore si sentirà soddisfatto.

Giorgio Nebbia, professore ordinario di Merceologia nella Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari dal 1959 al 1995; ora professore emerito; dottore honoris causa in Scienze economiche e sociali (Università del Molise), in Economia e Commercio (Università di Bari; Università di Foggia). È stato parlamentare della Sinistra indipendente alla Camera (1983-1987) e al Senato (1987-1992). Giorgio Nebbia ha orientato i suoi studi nel campo della Merceologia verso l’analisi del ciclo delle merci. Nel campo dell’utilizzazione delle risorse naturali si è dedicato a ricerche sull’energia solare, sulla dissalazione delle acque e sul problema dell’acqua.

(Fonte Jaca Book)