L’apetit l’è la salsa püssée bona che ga sia

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Un’esplosione di risate in dialetto ticinese che prelude alla Conferenza internazionale sull’Arte Terapia che approfondirà i meccanismi con cui l’allegria e la risata oltre a divertire fanno bene alla salute e migliorano la qualità della vita

Una delle più travolgenti commedie di ogni tempo è andata ieri sera in scena al Palazzo dei Congressi di Lugano. Davanti a oltre mille persone, in un continuo di colpi di scena e di risate, è passata l’ultima grande commedia di Yor Milano e del Tepsi con l’innesto speciale del frontaliero Flavio Sala che ha arricchito la serata di equivoci e risate legate alle vicende amorose che dall’Aida di Giuseppe Verdi (andata in scena a Minsk giovedì scorso), a quest’ultima spettacolare serata luganese, mette in luce i grandi intrighi esistenziali e le lotte di potere e di carriera che dai tempi dei Faraoni, ai poteri e alle carriere moderne (in questo caso la terza stella Michelin per il ristorante di Enrico Peltroni, interpretato da Yor) costellano la vita quotidiana in un intreccio di vicende che tra il serio e il faceto determinano i destini delle famiglie e delle imprese familiari e non solo (come le recenti vicende italiche ci insegnano).

«L’apetit l’è la salsa püssée bona che ga sia» è una storia tutta di casa nostra, e riflette il clima attuale delle nostre realtà quotidiane in famiglia, nelle imprese, negli uffici governativi (dai Templi del potere egizio alla Casa Bianca di Bill Clinton).

La storia

Enrico Peltroni è il famoso chef di un noto e ben frequentato ristorante sul lago di Lugano, spera di ottenere la III Stella Michelin e sogna (e nel contempo teme…) il momento in cui si presenterà in incognito, l’esperto della prestigiosa guida. Sua moglie Ginetta è una severa direttrice di sala, infatti dirige a bacchetta i camerieri del ristorante. I due hanno un figlia: Alice, che non combina un granché: è sposata con Filippo, un bel ragazzo di trent’anni, che è sous-chef nella cucina di papà Peltroni. Ma Alice, dopo i fatidici sette anni di matrimonio, è in piena crisi.
Finalmente Peltroni apprende da fonte sicura, che un esperto della Michelin verrà in incognito a visitare il suo ristorante.
Nel mentre, dal garage sotterraneo, appare Filippo: è infuriato, poiché ha scoperto che la loro automobile, nuova di zecca, presenta chiari segni di un incidente.
Messa di fronte alle sue responsabilità, Alice ammette di aver avuto un… lieve scontro a Taverne, niente polizia, tutto a posto!
Intanto Peltroni, grazie ad una telefonata del suo segretissimo informatore, apprende che l’inviato della Michelin è in cammino. Peltroni dà inizio ai preparativi.

Quando l’ometto arriva, si scopre che non è l’esperto della guida Michelin bensì un modesto frontaliere padano che ha riconosciuto Alice e l’accusa di avergli distrutto la vettura e di essere scappata. Filippo, scopre così che sua moglie, il giorno dell’incidente, era in Italia, non… a Mezzovico e ciò ovviamente lo insospettisce!

Ci sono tutti gli ingredienti della commedia degli equivoci e per ovvie ragioni, ci guardiamo bene dallo svelarvi la conclusone di questa brillantissima pièce in due atti di Vittorio Barino che ne cura anche la regia, con gli attori: Rosetta Salata, Flavio Sala, Carlo Nobile, Mileti Udabotti, Marco Gabutti, Simona Bernasconi, Orio Valsangiacomo e, nella parte del grande chef, Yor Milano.

Uno spettacolo da vedere anche stasera 25 ottobre al Palazzo ei congressi dopo la prima serata che ha lasciato il segno con un fiume di risate e come dice il detto antico e ridere fa buon sangue e di questo si discuterà dall’11 al 13 novembre ancora al palazzo dei congressi nella Conferenza internazionale sull’Arte Terapia che approfondirà i meccanismi con cui l’allegria e la risata oltre a divertire fanno bene alla salute e migliorano la qualità della vita.