La Murgia bradanica diventerà geoparco

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Comprende i territori a cavallo di tre parchi: Parco nazionale dell’Alta Murgia, Parco regionale archeologico storico naturale delle Chiese rupestri del materano e Parco regionale Terra delle gravine. Un geoparco ha un impatto diretto sul territorio e influenza positivamente le condizioni di vita dei suoi abitanti

Al via gli incontri per la proposta nell’area della Murgia bradanica che comprende i territori a cavallo di tre parchi: Parco nazionale dell’Alta Murgia, Parco regionale archeologico storico naturale delle Chiese rupestri del materano e Parco regionale Terra delle gravine, di un nuovo sistema di sviluppo sostenibile che parte dalle potenzialità della geodiversità. La proposta di geoparco europeo della Murgia Appulo Lucana, come insieme di porzioni di territorio fisicamente e funzionalmente collegate che possiedono un patrimonio geologico rilevante, è stata avanzata nell’ambito del protocollo d’intesa per la realizzazione di attività culturali, formative e di sviluppo della geodiversità siglato tra il Consorzio universitario per la formazione e l’innovazione Csei e la Società italiana di geologia ambientale (Sigea).

Il network europeo dei geoparchi (Egn, European Geoparks Network) nasce nel 2000 per iniziativa di quattro territori situati in differenti paesi europei (Grecia, Francia, Germania e Spagna) che avevano sperimentato nell’ambito di progetti comunitari un’esperienza di cooperazione internazionale. L’Unesco, individuata la valenza strategica della rete dei geoparchi per la protezione del patrimonio geologico e la promozione di uno sviluppo sostenibile, nel 2001 riconosce formalmente il network e nel 2004 istituisce la rete globale dei geoparchi.

In occasione della 36a conferenza generale tenutasi di recente a Parigi, l’Unesco ha stabilito di rafforzare il proprio impegno a favore dei geoparchi. Si tratta di una decisione che consentirà di accrescere l’interesse e il supporto alle attività realizzate dai geoparchi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio geologico. Quelle dei geoparchi sono iniziative volte anche allo sviluppo sociale ed economico a vantaggio delle comunità locali. Nel network globale riconosciuto dall’Unesco sono presenti 87 geoparchi di cui 49 in Europa. L’Italia con i suoi 8 siti rappresenta, a testimonianza della vasta geodiversità del paese, la nazione europea con più geoparchi.

Per l’avvio dei lavori sono stati invitati a Bari i massimi esperti del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano da poco riconosciuto come geoparco europeo. Nell’incontro sono stati discussi i principi per la definizione di un geoparco e le ricadute sulla società civile e sull’economia.

Un territorio per essere riconosciuto a livello internazionale come geoparco deve possedere un significativo patrimonio geologico ed una avvia strategia di sviluppo sostenibile. Deve avere confini ben definiti e sufficientemente estesi per consentire uno sviluppo economico efficace di un ampio comprensorio. Gli elementi del territorio fondamentali di un geoparco sono i geositi che devono essere rilevanti in termini di qualità scientifica, rarità, richiamo panoramico e valore educativo.

Ai geositi si possono associare anche siti d’interesse archeologico, ecologico, storico e culturale; all’elenco dei siti si dovranno aggiungere le tradizioni e la cultura rurale dei popoli. L’obiettivo di condurre un territorio e la sua popolazione all’interno della struttura organizzata secondo un modello di geoparco internazionale è anche quello di consentire ai residenti di riappropriarsi dei valori del patrimonio del territorio e partecipare attivamente alla rivitalizzazione culturale, sociale ed economica. Al geoparco è dato un ruolo attivo nello sviluppo economico del territorio attraverso la valorizzazione di un’immagine generale collegata al patrimonio geologico e allo sviluppo del geoturismo. L’esperienza europea e mondiale ha dimostrato come un geoparco ha un impatto diretto sul territorio e influenza positivamente le condizioni di vita dei suoi abitanti e sull’ambiente che li ospita.

Nel presentare la loro esperienza e le ricadute concrete nel ricevere e mantenere il riconoscimento del network dei geoparchi internazionali il responsabile del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ha costatato come gli elementi di geodiversità presenti nell’area della Murgia appulo-lucana quali i puli, le gravine, le orme dei dinosauri ad Altamura sono elementi in grado di sostenere una candidatura. Inoltre la legge regionale della Puglia n. 33/2009 sul patrimonio geologico e speleologico rappresenta un altro punto di forza per una valida candidatura. Il punto più critico sarà individuare una struttura funzionante e operativa sovra territoriale in grado di fornire la gestione integrata e presentarsi come unico interlocutore del network europeo.

Intanto per il 2012 la Puglia si prepara a ospitare due importanti eventi internazionali: il Forum dei geoparchi dei paesi del Mediterraneo e il Simposio Internazionale sul patrimonio geologico.

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Nella foto del titolo, di Antonello Fiore, un’immagine aerea del Pulo di Altamura