Arrivano le Nanospugne per una nuova agricoltura

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Consentono di migliorare la crescita delle piante e donare maggiore bellezza e durata ai fiori, attraverso un dosaggio ottimale dei micro-nutrienti e dei principi attivi necessari per uno sviluppo equilibrato e sano delle colture

Una scoperta definita come «straordinaria», frutto della ricerca italiana (da centri di ricerca piemontese) destinata a migliorare le colture, riducendo l’impatto ambientale. Sono le «nanospugne funzionalizzate» (dalla sigla Nsf), il cui progetto di studio è stato presentato di recente a Torino, presso l’Unione industriale, da Sea Marconi Technologies di Torino, che guida il progetto di ricerca, e Green Has Italia di Canale d’Alba, in collaborazione con la facoltà di Agraria, dell’Università degli Studi di Torino.

Ma cosa sono le «nanospugne», il cui termine sembra quasi provenire da un romanzo di fantascienza? In realtà, c’è molto di scientifico, come sottolineano gli esperti nel corso della conferenza stampa, ma si tratta di una rivoluzionaria invenzione che consente di migliorare la crescita delle piante e donare maggiore bellezza e durata ai fiori, attraverso un dosaggio ottimale dei micro-nutrienti e dei principi attivi necessari per uno sviluppo equilibrato e sano delle colture.

La loro scoperta, è avvenuta proprio nel 2011, proclamato «Anno Internazionale della Chimica»: si tratta di macromolecole porose dotate di nanocavità (quindi cavità microscopiche, da qui il nome) sintetizzate a partire da un prodotto naturale, che è l’amido. Durante il processo di sintesi all’interno delle loro nanocavità vengono incapsulati gli elementi nutritivi (ad esempio ferro, zinco) oppure altre sostanze attive: questo è il processo di funzionalizzazione (e da qui il nome Nanospugne Funzionalizzate). La scoperta, si sottolinea nella nota stampa, permetterà di ridurre sensibilmente l’uso di diserbanti e di fertilizzanti, accrescendo la produttività e migliorando la qualità dell’ambiente e delle coltivazioni. Tutto ciò grazie a questi microscopici «veicoli» capaci di consegnare alle piante solo le sostanze nutrienti di cui hanno bisogno «goccia a goccia», ottimizzando la fotosintesi.

La notevole riduzione dei fertilizzanti, spiegano gli esperti, renderà le colture assimilabili al «bio», ma con una resa decisamente più alta. Quindi: costi di produzione più bassi e, in futuro, la possibilità di estendere a molte più persone i benefici dell’alimentazione naturale. Altre applicazioni sono previste nel comparto tessile e, in particolare, nel settore dei tessuti tecnici, di cui potranno incrementare la traspirabilità, l’idrorepellenza ed altre qualità.

Grazie all’utilizzo delle nanospugne funzionalizzate, è pertanto possibile realizzare un miglioramento delle funzioni di crescita e di conservazione degli organismi vegetali per un’agricoltura veramente razionale avente un minore impatto ambientale ed un più favorevole bilancio sui cambiamenti climatici globali.

Uno dei grandi vantaggi di questo innovativo prodotto consiste nella possibilità di realizzare formulazioni ad hoc per diverse tipologie applicative; ad esempio, le Nsf associate al ferro risolvono una delle problematiche più comuni delle piante, la clorosi ferrica (ingiallimento delle foglie) consentendo una più efficiente conversione della fotosintesi clorofilliana, ed una maggiore crescita della pianta (con rese produttive in alcuni casi fino al 20% di peso secco), rispetto alla pianta trattata con gli attuali prodotti presenti nel mercato. Nei fiori recisi le Fns possono incrementare sensibilmente la durata della qualità ornamentale dei fiori, rispetto a quelli trattati con gli attuali prodotti disponibili: «Il progetto di ricerca sulle nanospugne – ha commentato il Presidente della Sea Marconi Technologies, Vander Tumiatti – è la testimonianza di come fare innovazione e “fare squadra” sia premiante. Oggi infatti per competere bisogna investire, fare ricerca e puntare sulla qualità delle risorse umane, e sui giovani. Malgrado il momento di grande difficoltà – ha aggiunto – sono fiducioso nella capacità del nostro sistema industriale, fatto per lo più da imprese medie o piccole, come la nostra; perché i casi d’eccellenza sono molti più di quanti si possa immaginare e perché si sta consolidando una mentalità nuova, più aperta, disponibile a fare rete con altri soggetti, pubblici e privati». (A. L. C.)