Salviamo il paesaggio!

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Luca Martinelli, Altreconomia Edizioni Pagine 104 – Costo ? 4,00

La prima guida pratica per opporsi e resistere alla cementificazione, per cittadini e pubbliche amministrazioni: tutti gli strumenti per tutelare la terra e il mare minacciati da cave, strade ed ecomostri. Le storie dei comitati di cittadini che in tutta Italia, dalla Valpolicella alla Puglia, si oppongono alla cementificazione. Un libro dedicato all’articolo 9 della Costituzione: «la Repubblica […] tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione».

«Salviamo il paesaggio!» è prima di tutto un prezioso Abc, una vera e propria «scatola degli attrezzi», già testati con successo, per chi vuole opporsi alla cementificazione: un «manuale di resistenza», sintetico e completo, che per la prima volta raccoglie tutte le risorse a disposizione del cittadino per far valere i propri diritti e tutelare il territorio.

Ma è anche un viaggio attraverso le esperienze dei comitati che in tutto il Paese lavorano per salvare il paesaggio. Un panorama delle amministrazioni coraggiose che preferiscono gli onori della tutela del suolo, agli oneri di urbanizzazione nel loro bilancio. Il «consumo di suolo zero» è infatti la prima risposta alla «bolla immobiliare».

L’autore, il giornalista di Altreconomia Luca Martinelli, dipana prima di tutto l’intreccio della «filiera grigia», il groviglio di interessi che oggi spinge a costruire di tutto, in tutto il Paese e che ci ha fatto meritare l’epiteto di «Repubblica fondata sul cemento», spiegando perché il ciclo economico fondato sull’edilizia è ormai arrivato al capolinea.

Poi spiega come difendersi dagli abusi. «Salviamo il paesaggio!» enumera infatti le norme più importanti sull’«accesso agli atti» e il diritto alla trasparenza, spiega chi sono i soggetti competenti nelle procedure (enti locali, giudici e tribunali) le modalità e i costi per presentare istanze e ricorsi, tutti i suggerimenti per creare un Comitato di cittadini e tutti gli altri strumenti di lotta, dall’organizzazione di manifestazioni alle modalità per proporre una «legge d’iniziativa popolare».

Nella seconda parte «Salviamo il paesaggio!» passa invece «all’azione»: racconta infatti 19 storie esemplari, dai comitati di cittadini che sono stati capaci di opporsi, spesso in modo efficace, alla cementificazione e ad altri scempi, fino alle scelte virtuose delle pubbliche amministrazioni. Ecco allora l’esperienza di Venezia-Mestre, dove il «Gruppo di lavoro per Forte Marghera» ha avviato un percorso di progettazione partecipata per recuperare il Forte Marghera. O quella di Salerno, dove il «Comitato No Crescent» si oppone al progetto fuori scala dall’archistar Ricardo Bofill, che deturperebbe il lungomare della città campana con una cubatura tripla del Fuenti, l’edificio per cui fu coniato il termine ecomostro.

L’esperienza di Desio (MB), ad esempio, dimostra invece che un Comune, anche di 40mila abitanti,  può rinunciare in tutto o in parte agli oneri d’urbanizzazione. E perfino diminuire le cubature previste. A Torino, è la Provincia a guidare la rivoluzione culturale: dopo aver perso 4mila ettari di suoli fertili dal 1990 al 2006, ha approvato un Piano di coordinamento provinciale che salvaguardia i terreni agricoli. E Venaus, in Valsusa, è stato il primo in Piemonte ad approvare un piano regolatore a crescita zero.

Infine il libro racconta la nascita e l’attività della rete di centinaia di persone, comitati, gruppi spontanei in tutta Italia, che dall’autunno 2011 si sono riuniti nel «Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio», e sottoscritto l’appello «Salviamo il paesaggio». Con un’intervista a Sandro Mortarino, segretario del Forum.

Scrive Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, nella prefazione: «Questo libro si rivela un altro strumento indispensabile per orientare la nostra azione, per renderla consapevole e competente. Ci richiama alle nostre responsabilità ma ci indica anche degli strumenti per fare pressione, per agire concretamente, sia a livello locale sia a livello nazionale. Fermare il cemento e il consumo di suolo fertile deve diventare una delle priorità di un Paese che si voglia chiamare civile». Il libro sarà in libreria dal 25 maggio. In vendita anche nelle botteghe del commercio equo e solidale e sul sito di Altreconomia, www.altreconomia.it.

L’Autore

Luca Martinelli è giornalista di «Altreconomia». È autore di «Imbrocchiamola!», «L’acqua (non) è una merce», «Le conseguenze del cemento» (Altreconomia Edizioni) e di «La caduta di Stalingrado» (Castelvecchi). Cura il blog www.altreconomia.it/leconseguenzedelcemento.

(Fonte Altreconomia)