In mostra le prime cartografie geologiche italiane

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Figura 1. Stampa antica dell'eruzione dell'Etna del 1669 (autore Giacinto Platania, quadro esposto presso la Cattedrale di Catania). L'intrusione si propagò per circa 16 km dall'area sommitale verso il fianco Sud del vulcano sino a quota 800 metri s.l.m. in prossimità dell'abitato di Nicolosi. Da qui, accompagnata da una forte attività esplosiva che generò i coni eruttivi denominati Monti Rossi, fuoruscì il flusso lavico che rapidamente si diresse verso il mare distruggendo totalmente numerosi villaggi e la parte occidentale della città di Catania.

Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali apre le sue porte al grande pubblico in occasione della Festa della Repubblica, sabato 2 giugno. La mostra sarà aperta fino al 30 settembre 2012 ogni sabato e domenica

Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con il suo patrimonio artistico e architettonico apre, dal due giugno al 30 settembre 2012 ogni sabato e domenica, le sue porte al grande pubblico con una mostra che vede come protagonista il grande statista Camillo Benso Conte di Cavour, che ricoprì la carica di ministro dell’Agricoltura e che è considerato al contempo fondatore della Patria e del Dicastero.
Oltre 100 le opere esposte tra lettere originali di Cavour, leggi e decreti, immagini fotografiche, incisioni, carte geografiche e piante catastali, periodici, disegni, diari autografi del celebre Statista concesse in prestito da importanti Istituzioni italiane.

L’Ispra, a testimonianza della consapevolezza da parte degli uomini di scienza e di governo dell’epoca, ben prima della reale unità politico-amministrativa e geografica dell’Italia e dell’esigenza di dotarsi di una cartografia geologica di base uniforme, ha contribuito alla Mostra con il prestito di due prestigiose Carte antiche:

Carta geologica di Savoja, Piemonte e Liguria / del Commendatore Angelo Sismonda; pubblicata per cura del governo di S. M. Vittorio Emanuele II Re d’Italia. – [scala 1:500000], miglia piemontesi di 45,09 al grado di metri 2466,08 (W 2°30′-E 2°30’/N 46°30′-N 43°30′). – [Torino : s.n.], 1866. – 1 c. geol : color. ad acquerello; 71×81 cm, ripieg. in custodia a 14X25 cm((Sulla base topografica, in basso: G.ni Capietti incise i Monti 1857. – Longitudine di riferimento: Meridiano di Torino. – Carta incollata su tela a stacchi. – Include: legenda dei minerali utili.

La carta costituisce il primo esempio di cartografia geologica ufficiale del territorio italiano, lavoro portato a termine nel 1866, a pochi anni dalla scomparsa di Cavour. La carta era stata infatti commissionata dal Governo piemontese con R. Biglietto del 31 ottobre 1846, mediante il quale veniva affidato ad Angelo Sismonda l’incarico della realizzazione di una Carta geologica degli Stati di terraferma di S.M. Sarda alla scala 1:500.000.

Carta geologica d’Italia: compilata sui lavori editi ed inediti di vari autori sino al 1881 con speciali verificazioni delle località meno conosciute / Pubblicata per cura dell’Ufficio Geologico. – Riproduzione anastatica. – Scala 1:1111111 (E 04°00′-E 16°30’/N 46°00′-N 37°30). – [Roma?]: Ufficio Geologico, [1881?]. – 1 c. geol. : color.; 97×80 cm ((Riproduzione anastatica dell’edizione 1881. – Meridiano di riferimento: Parigi Ferro.

Prima edizione della Carta geologica d’Italia in scala 1:1.000.000, stampata nel 1881 in occasione del 2° Congresso Internazionale di Geologia di Bologna; curata dal Regio Ufficio Geologico, venne compilata sui lavori editi ed inediti di vari autori fino al 1881. La scala della carta, per semplicità indicata come 1:1.000.000, in realtà è di un decimetro per grado, corrispondente quindi a 1:1.111.111. La base topografica è una carta realizzata su richiesta del Parlamento per la rappresentazione della rete ferroviaria dell’epoca poiché l’Istituto Geografico Militare realizzerà la prima carta del Regno d’Italia alla scala di 1:1.000.000 nel 1885.

(Fonte Ispra)