In Capitanata volteggia nuovamente il grillaio

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All’inizio del progetto si stimava la presenza di meno di 10 coppie, ora ne sono 300. Un obiettivo raggiunto grazie all’impegno e alla professionalità del Centro studi naturalistici Onlus

Immaginate che un manipolo di appassionati si intestardisce a salvaguardare la natura della Capitanata, immaginate che nel 2006 parta un progetto per far ritornare uno splendido falchetto migratore che era presente immancabilmente nei borghi rurali e nelle cittadine del Tavoliere, quando ancora era tutto pascolo per le pecore. E allora se siete in giro nella piana di Capitanata e vi capita di poter vedere, fermi controvento a mezz’aria, dei falchetti in caccia, allora il ritorno di questa specie, prioritaria per la comunità europea, che si chiama Grillaio (Falco naumanni) bè allora il fatto che la Capitanata possa di nuovo vantare di avere delle popolazioni vitali di questa specie è collegata alla perseveranza dei ragazzi del Centro studi naturalistici Onlus, una delle «eccellenze foggiane» in grado di redigere e vincere progetti della prestigiosa linea di finanziamento denominata Life, che li rende leader assoluti (a livello internazionale) nella capacità di redazione e fund raising per realizzare progetti che aiutano la collettività finalizzati alla conservazione e ripristino di habitat, paesaggio e conservazione delle specie più rare.

Una storia a lieto fine è quella del progetto di ripopolamento del Grillaio (Life Rapaci del Gargano) che ha portato alla presenza (dati 2011) di circa 300 coppie del Grillaio in provincia di Foggia (all’inizio del progetto si stimava la presenza di meno di 10 coppie), proprio in questi giorni peraltro grazie alle collaborazioni internazionali del Centro studi naturalistici Onlus, durante attività di ricerca con le università norvegesi, svedesi e austriache in corso presso l’Oasi Lago Salso è stato possibile catturare e verificare il ritorno di uno degli esemplari rilasciati nel 2011, si tratta di uno stupendo maschio munito di anello di riconoscimento che, rilasciato ad aprile del 2011 è partito per l’Africa subshahariana dove ha trascorso l’inverno per fare ritorno nel luogo del rilascio percorrendo non meno di 10.000 Km!

Subito dopo le misurazioni di rito è stato rilasciato ed ha subito occupato un sito di nidificazione sui tetti delle strutture dell’Oasi. Una bella soddisfazione, afferma Matteo Caldarella responsabile delle attività di ripopolamento della specie, si tratta di una delle specie simbolo della Capitanata (in dialetto il nome di «cristaredd» lo condivide con il più comune Gheppio Falco tinnunculus), particolarmente adattato alla vita nei pascoli ricchi di insetti come coleotteri e ortotteri che oramai sono diventati ottimi indicatori del buon stato ecologico. Si tratta anche di soddisfazioni «affettive», continua Caldarella, sapere che un piccolo falco nato e svezzato grazie alla passione dello staff operativo del progetto, sia tornato ad un anno preciso dal rilascio affrontando con la sola forza delle sue ali mari e deserti per metter su casa nel posto dove è stato rilasciato.

È la vittoria della natura, afferma il presidente del Centro studi naturalistici Onlus Vincenzo Rizzi, una vittoria determinata dalle elevate capacità professionali e tecniche acquisite dal management dell’associazione che grazie a questi progetti di conservazione garantisce anche il sostegno economico delle tante risorse umane locali che, senza, dovrebbero partire via a portare le proprie eccellenze altrove.

L’esperto di habitat del Centro studi naturalistici Onlus Maurizio Marrese, conclude chiedendo l’aiuto di appassionati e della popolazione a segnalare la localizzazione di questi falchi e delle loro colonie eventualmente avvistati, con tempestività a info@centrostudinatura.it in modo tale da poter contribuire alla conoscenza della evoluzione dello stato delle popolazioni in Capitanata.

(Fonte Centro studi naturalistici Onlus)