Nell’Oregon è come tuffarsi nel… caffè

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L’inquinamento marino costiero dell’Oregon varia da 8,5 a 44,7 nanogrammi per litro, e caratterizza le aree costiere industrializzate o urbanizzate ma anche le aree non popolate e allo stato naturale. Le concentrazioni di caffeina non derivano da scarichi inquinanti in mare

Gli amanti del caffè potrebbero apprezzare una bella nuotata nel mare delle coste dell’Oregon, perché quelle acque marine contengono caffeina. Un gruppo di ricercatori della Washington State University e dell’Università di Portland ha infatti scoperto questo strano inquinamento da caffeina, compiendo uno studio sperimentale che ha analizzato le acque marine lungo 14 aree costiere dello Stato dell’Oregon, nel nord ovest degli Usa e di 7 corsi d’acqua adiacenti. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sul numero di luglio del «Marine Pollution Bulletin» con il titolo: «Occurrence and concentration of caffeine in Oregon coastal waters» (volume 64, n. 7, pagine 1417-1424).

L’inquinamento marino costiero dell’Oregon varia da 8,5 a 44,7 nanogrammi per litro, e caratterizza le aree costiere industrializzate o urbanizzate ma anche le aree non popolate e allo stato naturale. Le concentrazioni di caffeina non derivano da scarichi inquinanti in mare, ma variano in correlazione con le maggiori o minori portate dei fiumi che trasportano al mare acque contaminate con concentrazioni medie di oltre 152 nanogrammi per litro, cioè da oltre tre fino a venti volte superiori ai valori marini. I ricercatori hanno accertato che i livelli di inquinamento da caffeina non sono collegati alla maggiore o minore presenza di popolazione residente sulle aree esaminate o alla maggiore o minore efficienza di depurazione delle acque di fognatura, ma sono direttamente collegati ai fenomeni di ruscellamento del suolo (in occasione di forti piogge) e secondariamente al malfunzionamento dei depuratori quando, in occasione di piogge molto intense, il sistema di depurazione va in «overflow», scaricando, senza depurare, le acque in eccesso rispetto alla portata massima dell’impianto.

Questo significa, dicono i ricercatori, che la caffeina è contenuta soprattutto nel suolo e che va a finire nei corsi d’acqua soprattutto a seguito di dilavamento del suolo ad opera di piogge intense o alluvionali. L’inquinamento delle acque marine costiere dell’Oregon è, quindi, collegato quasi esclusivamente alla contaminazione del suolo dell’entroterra e non alla presenza di scarichi incontrollati industriali o urbani.

Da dove proviene tutta la caffeina contenuta nel suolo? La caffeina, come è noto, è presente oltre che nel caffè, in molte bevande di uso comune e in molti prodotti farmaceutici. Ma non a tutti è noto che è contenuta anche in pesticidi, insetticidi e fitofarmaci che sono usati in agricoltura. E l’uso eccessivo di pesticidi e fitofarmaci, oltre che di fertilizzanti, nell’agricoltura intensiva è la prima causa di inquinamento del suolo, oltre che delle falde acquifere. D’altra parte, alcune piante (come il caffè, il cacao, il thé, il guaranà, ecc.) producono caffeina come loro difesa naturale, essendo la caffeina, un insetticida e un antiparassitario contro insetti e micro-organismi a loro dannosi.

Anche se i livelli riscontrati non sono letali per gli ecosistemi marini, alcune specie di molluschi e di crostacei sono molto sensibili alla caffeina e ne potrebbero subire gli effetti tossici negativi. Per gli animali marini superiori, non ci dovrebbero essere conseguenze di rilievo, ma, in ogni caso non è illogico pensare che la caffeina potrebbe avere effetti eccitanti o ansiogeni sugli animali, analoghi a quelli che si manifestano sugli esseri umani (è comunque una sostanza stupefacente).

La contaminazione delle acque marine costiere da caffeina non è solo un problema dell’Oregon. Inquinamento da caffeina è stato riscontrato anche in altre parti del mondo, come il mar del Nord, il Mediterraneo, oltre che in altre aree costiere americane come le coste nord occidentali sul Pacifico tra Seattle e Vancouver (Puget Sound), nel porto di Boston nel Massachusetts, e nelle aree marine costiere della Florida (Baia di Sarasota).

(Fonte Enea Eai)