Petrolio, il business batte la salute

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Discutibili le scelte del governo sull’aumento della produzione petrolifera passando sopra alle esigenze di salute dei cittadini e alla salvaguardia di un bene primario come l’ambiente. Ricette vecchie e i danni per la Basilicata

Questo governo di «salute pubblica» si sta mostrando meno ambientalista del governo Berlusconi. Lo abbiamo già ricordato ed logico quando si vira verso il capitale e non verso la salute e il benessere, perché ormai è chiaro anche alle pietre che il benessere è solo per pochi…

Il caso Ilva e il caso estrazioni petrolifere stanno evidenziando sempre di più questa tendenza.

«Il piano per l’energia del ministro Passera? È semplicemente un esercizio di archeologia industriale ed energetica che affonda le proprie radici nel secolo scorso invece di guardare al futuro». Lo dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «È ormai evidente che il governo, con la scusa della crisi ha deciso di svendere il territorio italiano alle multinazionali del petrolio autorizzando le trivelle selvagge nei nostri mari».

«Invece di continuare a proporre ricette da prima rivoluzione industriale il governo dovrebbe prendere esempio dalla Germania (che ha programmato di produrre l’80% della sua energia da fonti rinnovabili al 2050) e dagli altri Paesi europei che stanno investendo con forza sulle fonti rinnovabili e pulite – conclude Bonelli -. Ma evidentemente il governo Monti che ha dichiarato guerra alle rinnovabili affossando l’unico settore che non aveva subito la crisi, cita la Germania solo come un esempio solo quando si tratta di imporre nuovi sacrifici ai cittadini e non quando si tratta di innovare in materia energetica».

Per la situazione in Basilicata prende posizione la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, che sottolinea come la dichiarazione odierna del ministro Passera non lascia dubbi. Mr Trivella, così come è stato battezzato il Ministro dello sviluppo economico, vuole «alzare la produzione petrolifera nazionale fino a raggiungere il 20% della domanda». Ed indica le valli del Sauro e dell’Agri come «interruttori» per far ripartire la crescita italiana in autunno. «In un documento segreto, Passera individua nella Basilicata la “Libia d’Italia”, grazie alle semplificazioni proposte alle normative per rendere più veloci le autorizzazioni ambientali. Secondo il ministro Passera il doppio traguardo è quello di abbassare i costi dell’energia, ridurre le importazioni di idrocarburi e attivare miliardi d’investimenti in infrastrutture.

Nel giudicare inaccettabile l’imposizione del governo alla Val d’Agri e alla Basilicata, la Ola in proposito chiede uno stop al Memorandum del raddoppio delle estrazioni previsto dal Memorandum dagli attuali 90mila barili/giorno ad oltre 187.000 barili/giorno, portando ad oltre 42 i pozzi produttivi nella sola Val d’Agri approvati con la DGR n. 1177/2011, con diversi nuovi pozzi. Esso rischia di condannare a rapida morte le valli dell’Agri e del Sauro, pregiudicandone irreversibilmente l’ambiente, la salute e l’acqua.

Il Programma di aggiornamento dei lavori approvato dalla regione con deliberazione della giunta regionale n. 1177 dell’8 agosto 2011, con una variazione all’intesa ai sensi dell’art.3, comma c e dell’art.5 dell’Accordo – Stato – Regioni del 24/4/2001, prevede infatti:
– perforazione di 3 pozzi di ricerca Pergola 1, S. Elia 1, Serra del Monte – Montemurro;

    – perforazione di 6 pozzi di coltivazione e precisamente Monte Enoc 6 e 7, Alli 2, Cerro Falcone 7 e Caldarosa 2 e 3, questi ultimi due da sito di ubicazione diverso da quello originariamente prescelto;
    – allestimento a produzione con facilities definitive delle 7 aree pozzo esistenti Cerro Falcone 1, Cerro Falcone 2, Cerro Falcone 3-4, Cerro Falcone 5-8, Monte Enoc 1, Costa Molina Ovest 1, Monte Enoc Ovest 1- Monte Enoc 10 – Alli 4;
    – realizzazione delle aree pozzo per i pozzi ancora da perforare (Monte Enoc 6-7; Alli 2; Cerro Falcone 7; Caldarosa 2-3);
    – allestimento a produzione con facilities definitive dei pozzi di sviluppo ancora da perforare;
    – posa delle condotte di collegamento per i pozzi esistenti e per quelli di sviluppo ancora da perforare;
    – allacciamento a produzione con allestimento delle facilities definitive, in caso di esito positivo, dei pozzi di ricerca Pergola 1 e Sant’ Elia 1, e relativa posa delle condotte di collegamento;
    – completamento delle opere per il collegamento del pozzo Monte Alpi 9 convertito da pozzo di produzione a pozzo di reiniezione;
    – interventi di adeguamento impiantistico per il concreto raggiungimento della potenzialità di trattamento del centro olio di Val d’Agri (V e VI linea).
    Per quanto attiene i nuovi Pozzi di Ricerca da perforare: – Perforazione dei pozzi Tramutola e Monte Alpi Sud 1 e Monte Alpi Sud 2.
    I Nuovi Pozzi di Sviluppo previsti dall’aggiornamento del programma sono:

    – Perforazione dei pozzi Monte Enoc 8, Monte Enoc 11 , Monte Enoc 12, Costa Molina Ovest 2, Monte Alpi sud est 1 e Cerro Falcone 10; Allacciamento a produzione del pozzo esistente Caldarosa 1 dir A da trasformare in pozzo osservatore.