Anche le scimmie soffrono d’ansia

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Uno stato ansioso può condizionare positivamente o negativamente l’interesse provato verso cose, persone ed altri animali e viceversa, perché anche ciò che osserviamo può influire più o meno direttamente sulle nostre emozioni

 

 

Pubblicato recentemente su PLoS ONE, il nuovo studio condotto dall’università di Roehampton sui macachi Rhesus mostra che le emozioni influiscono sui comportamenti di questi animali in modo molto simile a quanto accade nell’uomo.

A rivelarlo è la dottoressa Emily Bethell, docente di evoluzionismo ed antropologia ambientale presso la nota università londinese.

Fra le emozioni maggiormente in grado di influenzare il nostro ed il loro stato d’animo vi è sicuramente l’ansia. Uno stato ansioso può condizionare positivamente o negativamente l’interesse provato verso cose, persone ed altri animali e viceversa, perché anche ciò che osserviamo può influire più o meno direttamente sulle nostre emozioni.

Visti i dati pubblicati, il valore di questo nuovo lavoro sta proprio nel fornire la prima evidenza del fatto che questa incidenza dell’ansia sulla capacità di attenzione non è prerogativa solo dell’uomo, ma anche di queste scimmie.

A supporto di questa tesi, la Bethell ha portato i risultati di un esperimento condotto su macachi in cattività, ai quali presentò, su due monitor, rispettivamente una scimmia con volto aggressivo ed una con volto rilassato. Misurando l’attenzione che le scimmie prestavano alle due immagini, in termini di tempo e comportamento, è stato dedotto il loro livello di attenzione.

Ogni scimmia è stata valutata in due situazioni: una volta durante una giornata normale e una volta al giorno in situazioni di stress (es. visita veterinaria).

Se nella situazione normale le scimmie osservavano il volto aggressivo con interesse, durante lo stimolo stressogeno distoglievano rapidamente lo sguardo, evitandone il contatto visivo.

Secondo quanto riferito dagli autori, il comportamento di queste scimmie è del tutto sovrapponibile a quello di un individuo umano affetto da stati ansiosi, motivo per cui i due comportamenti potrebbero essere legati fra loro da più di 25 milioni di anni di evoluzione.

La sfida sarà quella di condurre lo stesso studio su macachi allo stato libero, in modo da valutare se anche in questa condizione lo stato ansioso sia in grado di modificarne la soglia di attenzione.