E la Svezia importa rifiuti

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discarica rifiuti

Nel Paese scandinavo il problema è rappresentato dalle enormi percentuali di riciclaggio dei rifiuti, ben il 36%, mentre solo il 45% di essi viene bruciato. Di conseguenza i nuovi inceneritori di ultima generazione non riescono a lavorare a regime, con un enorme dispendio di denaro

Per la serie quando il troppo virtuosismo diventa controproducente, la Svezia, che discarica solo l’1% dei rifiuti, si vedrà costretta, già nell’immediato futuro, a importare enormi carichi d’immondizia per soddisfare il fabbisogno dei suoi moderni e complessi impianti di bruciatura.

Può sembrare un paradosso ma nel Paese scandinavo il problema è rappresentato proprio dalle enormi percentuali di riciclaggio dei rifiuti, ben il 36%, mentre solo il 45% di essi viene bruciato. Di conseguenza i nuovi inceneritori di ultima generazione non riescono a lavorare a regime, con un enorme dispendio di denaro.

Tale problema si riflette poi anche sulle amministrazioni svedesi e sui cittadini stessi, poiché l’approvvigionamento energetico che deriva dalla bruciatura risulta poi minimo.

Stando alle stime dello Swedish Waste Management, grazie ai performanti inceneritori svedesi, la Svezia genera energia sufficiente ad assicurare il 20% del fabbisogno nazionale e fornisce elettricità a 250mila famiglie su 4,5 milioni totali.

Stoccolma ha deciso quindi di intraprendere una strada parallela, ma diametralmente opposta rispetto a quella di molti Comuni italiani, come Roma o Napoli, cominciando a importare immondizia per approvvigionarsi maggiori quantità di materie prime da destinare poi alla bruciatura.

L’intento è naturalmente quello di compensare le considerevoli capacità di incenerire i rifiuti con le reali quantità trattate.

Caterina Ostlund, dirigente dell’Agenzia svedese di protezione ambientale, ha di recente affermato: «Valorizzare i rifiuti è una saggia scommessa, proprio in un mondo in cui il prezzo dell’energia continua a salire e potremmo trovarci di fronte a una carenza di carburante. Ed è importante anche per il Paese scandinavo trovare il modo di ridurre la produzione di rifiuti e aumentare il riciclaggio. La valorizzazione dell’energia ricavata dai rifiuti è una buona soluzione».

In tempi in cui equilibrio e costanza rappresentano forse gli unici attributi su cui costruire ideali e progetti la Svezia ha deciso di adottare determinate strategie energetiche apparentemente, ma solo apparentemente controproducenti e che, invece, nel breve periodo, potrebbero rappresentare reali soluzioni al problema.