Ecco le malattie del Pianeta

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Nel confronto scientifico organizzato da Accademia Kronos esaminata la situazione ambientale sotto il profilo dei cambiamenti climatici, della pesca, della salute e dell’economia mondiale. I problemi legati alla sovrappopolazione e all’alimentazione

Si è appena concluso il primo appuntamento tra esperti ambientali di Accademia Kronos, provenienti da tutt’Italia, per la costituzione di una rete di assistenza scientifica e tecnica per i comuni italiani. Rete che dovrebbe diventare operativa con l’anno nuovo. In poche parole si tratta di un programma informatico, ogni comune d’Italia, nel momento di emergenze ambientali e sanitarie, cliccando nella voce specifica vedrà apparire sullo schermo la persona competente che gratuitamente potrà dare una prima assistenza.

Nella sede nazionale di Accademia Kronos per tutto l’ultimo week end e fino a lunedì esperti e scienziati si sono alternati per offrire conoscenza. Tra i personaggi di maggior spicco: il consulente scientifico dell’attuale Governo Monti, Vincenzo Ferrara, l’esperto internazionale di biologia marina Roberto Minervini, l’economista e scrittore Nino Galloni, il noto nutrizionista Ezio Gagliardi e il giornalista Rai Carlo Sacchettoni.

Da Vincenzo Ferrara si è appreso che la fascia equatoriale-tropicale da cui le correnti calde poi vanno ad influire sul clima di tutto il pianeta, ultimamente si sono allungate di 250 Km a nord e altrettanto a sud. Per l’emisfero settentrionale ciò ha voluto dire lo spostamento più verso i poli delle tradizionali alte pressioni, come la nostra delle Azzorre, determinando nel contempo lo spostamento verso il Mediterraneo delle alte pressioni africane, tra le quali quella infernale Sahariana. Da questo quadro, per lo scienziato, l’estate che è appena trascorsa non sarà più l’ultima. In futuro avremo estati sempre più roventi e grande siccità.

Per il giornalista Sacchettoni, la globalizzazione e le nuove tecnologie stanno decretando la fine dei sistemi di comunicazione tradizionali quali i giornali cartacei e la stessa TV. Il futuro è relegato a sistemi d’informazione più immediati e condivisibili da più utenti, ad esempio attraverso le reti internet in particolare con i social network (facebook, twitter, ecc.). Per Sacchettonoi è questo un modo più democratico di gestire la comunicazione rispetto al passato. Non più una comunicazione «verticale» dall’alto verso gli utenti, ma una comunicazione lineare in cui ognuno può dare un contributo o dissentire liberamente. In questo modo si possono lanciare idee e farle lievitare socialmente, vedi il fenomeno Grillo, la Rivoluzione di primavera araba, ecc. In questa nuova era della comunicazione associazioni come Accademia Kronos possono trovare spazi maggiori rispetto al passato.

Per il biologo Roberto Minervini, «l’uomo sta raschiando sul fondo del barile» questo relativamente alla pesca. Il problema è drammatico, ma non irreversibile. C’è ancora la possibilità di consentire al mare di rigenerarsi, bastano regole precise e la limitazione delle giornate di pesca soprattutto per quanto riguarda l’Italia. Infatti si è visto che se si andasse a pescare al massimo 2 volte alla settimana, invece dell’accanimento giornaliero, si pescherebbe di più, si risparmierebbero i costi di esercizio e in particolare si consentirebbe ai pescatori una maggiore gestione del proprio tempo libero. Detto questo il biologo ha informato gli astanti che l’ingresso «di alieni» ossia pesci, molluschi e alghe, provenienti dal Mar Rosso e da altri mari del pianeta, sta creando qualche problema sulla nostra sicurezza alimentare. Infatti soprattutto i molluschi filtratori, come le cozze, possono accumulare tossine di queste nuove alghe aliene e, quindi, creare problemi alla salute da parte di chi le mangia. Oltre a ciò la presenza dei pesci palla (animali velenosi) se erroneamente ingeriti possono portare a gravi danni. «Insomma – ha concluso il biologo – con la globalizzazione, il nostro Mediterraneo che ha sempre dato grande sicurezza alimentare, ora dobbiamo guardarlo con più attenzione e limitarci a consumare prodotti ittici sicuri».

Il nutrizionista Ezio Gagliardi ha presentato un recente studio Usa-Cina sull’incidenza dei tumori sulla popolazione mondiale. Da questo studio, durato oltre 10 anni, si evince che chi consuma eccessivamente carne a differenza di chi predilige prodotti vegetali, è più soggetto a incappare in un tumore, a parte ovviamente quelli causati da ambienti inquinati che possono colpire chiunque. Lo studio ha dimostrato che su 10.000 casi esaminati soprattutto nelle campagne cinesi, solo un 7 per cento è stato colpito da tumore. Mentre su 10.000 casi esaminati nelle campagne degli Stati Uniti circa un 18% ha avuto un tumore.

La differenza risiede, secondo lo studio, nel fatto che nelle campagne cinesi si mangia molto meno carne che nelle campagne americane. Lo studio non si è occupato delle incidenze di malattie nelle grandi città, perché qui, secondo Gagliardi, le percentuali causate non solo dall’alimentazione, ma soprattutto dall’ambiente inquinato, in alcuni casi superano il 50%.

«Mangiare meno carne – ha detto Gagliardi – è anche un comportamento rispettoso dell’ambiente naturale, infatti si sa che per far spazio a nuovi pascoli si distruggono le ultime foreste pluviali del pianeta». Ha infine concluso invitando i presenti a considerare le nuove metodologie di analisi e prevenzione della salute attraverso il mineralogramma, ossia l’analisi dei capelli che ogni persona può fare per conoscere quanti metalli pesanti e veleni ha accumulato negli anni. Un modo efficiente per conoscere il proprio stato di salute e poi per poter intervenire in modo mirato.

L’ultima relazione-lezione è stata quella dell’economista Nino Galloni, il quale ha fatto tutto un excursus dell’inizio del male finanziario ed economico che oggi ci affligge. Secondo Galloni la grande rivoluzione ambientalista nata nel 1970, con il Club di Roma e poi con il primo summit sull’ambiente di Stoccolma, pur partendo da basi valide si è persa nell’applicazione di certi concetti. Per Galloni, allora come oggi, non si è tenuto conto di un fattore basilare: la sovrappopolazione.

Per vivere in armonia con l’ambiente naturale e le sue risorse il pianeta Terra dovrebbe contenere al massimo 2 miliardi di individui, e non i 7 miliardi di oggi. L’Italia per poter essere autosufficiente dal punto alimentare e per un’equa spartizione delle sue risorse dovrebbe avere 15 o 20 milioni di abitanti e non i 60 di oggi. Da qui l’inizio della grande crisi, poi altro fattore è stata ed è la rincorsa, voluta dai grandi e veri detentori della ricchezza mondiale, verso un consumismo sfrenato. L’accaparramento di ricchezza, di cose materiali e di prestigi sociali e politici hanno portato l’uomo a vivere per questi falsi idoli, dimenticando altri valori più profondi e meno costosi che allignano dentro ogni essere umano.

Di fatto i fenomeni di corruzione dei politici italiani a cui assistiamo attoniti in questo momento, sono il frutto di questa impostazione di vita. Galloni si è soffermato a parlare del Pil, grande iattura dell’umanità. Il Pil infatti non vuol dire dare felicità all’uomo, anzi! Esso rappresenta solo il movimento di denaro che ogni nazione ha. Più c’è movimento di denaro più cresce il Pil. Nel contempo più si «tagliano e si distruggono fette della natura» più il Pil cresce. In tutto questo l’uomo resta solo con se stesso, si impoverisce di valori, si dispera perché non riesce a stare al passo con costi, tasse e bollette e riversa tutta la sua rabbia verso la stessa società, gli amici e la propria famiglia. Non a caso da 20 anni a questa parte i divorzi in Italia sono cresciuti del 60%. In nome del Pil stiamo distruggendo la natura, la società e le stesse famiglie. Ma in tutto questo c’è invece chi ne trova beneficio: i grandi istituti finanziari del pianeta, le banche, gli speculatori, gli stessi che hanno inventato la corsa verso «l’Avere», cancellando quella più umana dell’Essere. Invece del Pil (Prodotto interno lordo) si dovrebbe abbracciare l’idea del Bil (Benessere interno lordo) e forse così riusciremo «a veder le stelle».

Ci sono stati altri interessanti interventi. «Peccato – affermano quelli di Accademia Kronos – che tali informazioni restino relegate a noi addetti ai lavori… sarebbe invece auspicabile che anche gli altri non di Accademia Kronos potessero averle. Basta che qualche ente o gruppo di persone ce le chieda e noi provvederemo! ». Questa è stata la risposta del presidente Ennio La Malfa

(Fonte Accademia Kronos)