Una catena perversa, la Scienza e la «scienza ufficiale»

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Un disastro in cui il sistema scientifico si è cacciato trascinandovi l’intero sistema industriale. «La frode è sempre dalla parte del Potere Ufficiale, che mente sapendo di mentire (sull’energia, sull’ambiente…) e impedisce la libera espressione perché teme che lo mini. Quel Potere che, avendo in mano i media, ha buon gioco nel far passare per mitomane chi non lo asseconda»

Gli eretici fra noi e il danno delle parziali verità

In un gruppo di discussione fra scienziati, ricercatori e giornalisti, è in atto da tempo una garbata polemica, di cui abbiamo anche dato notizia tempo fa, sul modo di approcciare la ricerca. Praticamente una storia infinita presente sulla scena dell’umanità sin da quando, probabilmente, è comparso l’uomo. Ma questo non per amore della verità ma per la ricerca del potere.
Chi ama la storia, sa bene quanto si è dovuto lottare per l’allargamento delle conoscenze, fino al «recente» parlare latino di manzoniana memoria.

Ora, questo dibattito è stato animato da un ennesimo articolo, «a gamba tesa», che fa di tutta l’erba un fascio e bisticciando con la corretta informazione. Anzi, con la parziale informazione.
Immediatamente si è animata la polemica e riportiamo alcuni stralci fra Adriano Orefice che si rivolge a Silvano Fuso, membro del Cicap, che gli aveva segnalato l’articolo. E poi a seguire la risposta di Vincenzo Valenzi, che ha ricevuto copia della stessa lettera.

«Non ci credo, io, alle frodi – scrive Orefice a Fuso -. Di Bella, Pons e Fleschmann, Rossi e Focardi, Todeschini, Reich… non erano, né sono, imbroglioni. Sbagliano, sbagliavano? Può darsi.
«Ma che dire, allora, delle fesserie di Mach, Heisenberg, Pauli? E non cito i viventi, per non farmi querelare…
«Libero Errore in Libera Scienza! Purché non costi troppo, come ci costa quello della Fusione Termonucleare (su cui Lei non trova nulla da ridire), si chiama trial and error, ed è utilissimo.
La frode è sempre dalla parte del Potere Ufficiale, che mente sapendo di mentire (sull’energia, sull’ambiente…) e impedisce la libera espressione perché teme che lo mini. Quel Potere che, avendo in mano i media, ha buon gioco nel far passare per mitomane chi non lo asseconda».

E replica anche Valenzi che scrive di aver già risposto a Fuso dopo la segnalazione dell’articolo in cui aveva messo in guardia «la cosiddetta “scienza ufficiale” dai disastri in cui il sistema scientifico si è cacciato trascinandovi l’intero sistema industriale (che non può che vivere di una sinergia virtuosa con il mondo scientifico). Scrivevo tra l’altro: “Consiglierei ai colleghi e ai loro cantori, maggiore prudenza con il mondo scientifico dell’Est, e ancora di più con quello cinese che da un po’ di tempo ci sta dando lezioni di umiltà e di potenza che ci stanno schiacciando nella inedita dimensione di province del nuovo impero giallo.
“Forse una maggiore modestia nei nostri luminari non guasterebbe, assieme a una maggiore attenzione a ciò che accade nei nostri laboratori industriali e non solo, che spinti dalla competizione sono andati avanti, ‘fuori’ dalle cosiddette leggi della fisica, che forse potrebbero essere riviste alla luce dei fenomeni (tra cui la materia e l’energia oscura) della natura e della moderna tecnologia con cui sarà il caso fare i conti senza gridare più di tanto alla purezza tradita e offesa.
“Il tempo delle mele è finito con i suoi pudori adolescenziali e purtroppo anche quello delle vacche grasse e si da il caso che è tempo di rimboccarsi le maniche a sviluppare nuove teorie e nuove tecnologie che ci ridiano il primato competitivo che stiamo pericolosamente perdendo”.

«Mentre le nostre fabbriche piccole e grandi cadono sotto il peso della bolletta elettrica (Alcoa in primis), mentre a Taranto viene chiusa la nostra ultima grande industria siderurgica (Ilva) precipitando il paese nella recessione più nera, le ricerche innovative vengono contrastate e messe al bando (ultima quella del Politecnico di Torino di Carpinteri) e anche soluzioni mature dal punto di vista tecnologico vengono contrastate con la disinvoltura che ben descrivi, nel mentre a dispetto delle credenze cosiddette ufficiali, sono disponibili già tecnologie per abbattere la bolletta elettrica (grazie a sviluppi delle teorie di Nicolas Tesla per la cronaca ), sono disponibili tecnologie per depurare l’acqua reflua delle industrie (come l’Ilva) e a trasformare i rifiuti urbani industriali ecc. in energia elettrica, termica e recuperare gli scarti con un impatto ambientale tendente zero.

«Forse è tempo di vedere la realtà e di abbandonare il dream di potere cosiddetto scientifico e darsi da fare per aiutare il Paese a uscire dallo strozzamento dell’economia reale mentre altrove brindano a spese nostre (che purtroppo troppo spesso non riusciamo più a pagare con le tragedie delle aziende che chiudono, degli imprenditori che si suicidano e tutto il resto che segue tra cui la disoccupazione dilagante).

«Le soluzioni a vari livelli ci sono e voglio auspicare che tutta la gente di buona volontà faccia il proprio meglio anche per aiutare il nuovo governo di Unità Nazionale guidato da Enrico Letta a guidare la ripresa del Belpaese che deve fare di più per sé e per il resto del mondo riprendendo il suo ruolo di guida culturale e scientifica e di potenza industriale».