Ma oggi è partito il Sistri?

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Il primo mese successivo alla data di avvio dell’operatività del Sistri, i soggetti coinvolti sono tenuti, oltre che agli adempimenti del Sistri, anche a compilare i registri di carico e scarico ed i formulari di trasporto con sanzioni relative al Sistri applicate a partire dal trentunesimo giorno successivo alla data di avvio dell’operatività del sistema, con riferimento alla rispettiva categoria di appartenenza

Ha oggi preso il via il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri). Il sistema, così come semplificato dal DL 31 agosto 2013 n. 101, coinvolge gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi; nuova figura introdotta e vincolata ad utilizzare il Sistri dal 1° ottobre 2013 è quella dei nuovi produttori di rifiuti, ossia i soggetti che sottopongono i rifiuti pericolosi ad attività di trattamento ed ottengono nuovi rifiuti diversi da quelli trattati, per natura o composizione.
Altri soggetti obbligati ad aderire al Sistri come i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania, bene, per loro il termine di avvio dell’operatività del Sistri è invece fissato al 3 marzo 2014, fatte salve eventuali proroghe necessarie per definire le opportune semplificazioni.
Presente nella circolare esplicativa diramata in occasione dell’avvio del Sistri, nota pubblicata http://www.sistri.it/Documenti/Allegati/Circolare_SISTRI.pdf poche ore prima dell’entrata in vigore del sistema e necessaria ai fini dell’applicazione dell’articolo 11 del DL 31 agosto 2013 n. 101, l’importante punto 4 recante indicazioni in merito al «Regime transitorio e sanzioni».
Nella nota viene esplicitato che per il primo mese successivo alla data di avvio dell’operatività del Sistri, i soggetti coinvolti sono tenuti, oltre che agli adempimenti del Sistri, anche a compilare i registri di carico e scarico ed i formulari di trasporto con sanzioni relative al Sistri applicate a partire dal trentunesimo giorno successivo alla data di avvio dell’operatività del sistema, con riferimento alla rispettiva categoria di appartenenza. Infatti, per i trenta giorni successivi alla data di avvio dell’operatività definita per la categoria di appartenenza, gli operatori sono obbligati alla tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto con applicate sanzioni, secondo quanto disposto dagli articoli 190 e 193 del DL 152/2006.
Inoltre nella nota si segnala la possibilità che venga ampliato il periodo di inizio dell’operatività, durante il quale avranno vigore sia gli adempimenti previsti dagli articoli 190 e 193 del DL 152/2006, sia gli adempimenti previsti dal Sistri, con un’irrogazione delle sanzioni Sistri soltanto dopo la constatazione della terza violazione.
In pratica una nota che sembrerebbe contraddire quanto precedentemente presente nel DL 101/2013. Un sistema operativo ma senza sanzioni in pratica significa sistema non operativo e quindi proroga del Sistri.
Uno scenario quello presente ad oggi dove mancanza di chiarezza e di indicazioni per le aziende sembrerebbe l’unica certezza.
Il presidente di Fise Assoambiente (l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che operano in servizi ambientali) e il presidente di Federambiente osservano, in particolare, che non è chiaro il campo di applicazione della norma come non sono chiarite essenziali procedure operative necessarie ad evitare ricadute importanti sulla filiera di gestione dei rifiuti.
In definitiva, ci si auspica che il ministro dell’Ambiente Orlando possa assicurare la massima vigilanza affinché l’attività del Sistri non diventi una catastrofe burocratica e amministrativa vista, se non altro, la volontà delle imprese che stanno attivamente collaborando alla messa in funzione del Sistri, un sistema che sino ad ora ha avuto seri problemi di funzionamento e che la sua messa in operatività è celata sotto motivazioni che di fatto hanno poca attinenza con la volontà di garantire maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.