«Cibo per pensare»

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È necessario ottimizzare il metabolismo alimentare per migliorare la qualità della vita psico-fisica ed il benessere visto in termini di prevenzione della salute da giovani fino a tarda età, evitando condizioni di malnutrizione mediante la valorizzazione dei componenti nutraceutici sia dei cibi naturali sia fortificati o nutraceutici, in diete particolarmente funzionali allo sviluppo evolutivo delle funzionalità di controllo cerebrale sulla alimentazione

L’alimentazione è uno dei determinanti del benessere psico-fisico in quanto la informazione epigenetica derivante dal cibo conduce a modificare la espressione del DNA nell’azione metabolica, agendo nell’influenzare lo stato di salute.
Ciò che mangiamo ha forti influenze sugli stati mentali. Fin dall’antichità il consumo di cibo e bevande è stato collegato all’umore e quindi a stati di soddisfazione o di malessere.
Più recentemente il cibo è stato riduttivamente percepito come un mezzo che fornisce energia e materiali molecolari di costruzione per il rinnovamento del corpo, e pertanto poco si è detto sull’apporto del «cibo come informazione» che agendo nei circuiti neuronali attiva il controllo cerebrale su quanto ingeriamo, così che la mente nel suo complesso viene ad essere l’elemento fondamentale per il controllo metabolico ed il mantenimento dello stato di salute. Pertanto oggigiorno per correlare opportunamente alimentazione e salute e benessere psicofisico è necessario riflettere su come la salute mentale passi attraverso i nostri comportamenti alimentari e come viceversa uno stato di benessere emotivo e psicologico faciliti l’attività di controllo cerebrale sui processi metabolici che permettono al cervello di partecipare costruttivamente al mantenimento dello stato di salute e di invecchiamento attivo dalla nascita fino a tarda età.

Il Cervello come organo del controllo della nutrizione

In primo luogo e importante considerare come i processi mentali catalizzino le sensazioni di fame e sete, e il senso di soddisfazione e quindi di limite della necessità di ingestione di alimenti; tali sensazioni sono conseguenti alla produzione nell’ipotalamo di due ormoni: la leptina e la grelina. Questi due ormoni regolano infatti l’appetito (attivandolo a Grelina) e il senso di sazietà (attivato dalla Leptina)e nell’insieme agiscano in modo da anticipare le necessità metaboliche stimolando l’ipotalamo nell’emettere segnali di fame e di sete. Ritmi alterati di vita (es. insonnia) determinano un aumento della grelina e in corrispondenza una diminuzione della leptina, perché tendono ad aumentare il consumo di cibo per recuperare energie psicofisiche.
Pertanto il controllo cerebrale della produzione di tali ormoni antagonisti è decisivo e ciò significa che le attività mentali hanno una influenza notevole fin dall’inizio sulle attività metaboliche. Lo stress favorisce comportamenti alimentari scorretti, mentre il benessere ed anche il buonumore che nasce ad esempio dal cenare assieme agli amici, provocando uno stato di buona predisposizione al cibo, sono prodromi necessari a favorire una buona alimentazione che certamente dipende da molteplici altri fattori che in vero il cervello, come organo di controllo alimentare, è capace di analizzare e coordinare. Purtroppo delle potenzialità del controllo cerebrale sulla alimentazione, sia la medicina tradizionale cosi come la neurologia, se ne accorgono normalmente solo nei casi estremi di anoressia e bulimia; ciò proprio in quanto il business in campo medico è la cura anziché la prevenzione della salute.

Food to think

Egocreanet (Onlus di R&S) nel proprio programma «Nutra-Scienza “Food to Think” 20014», si propone di mettere in evidenza come lo stato emotivo e l’umore siano regolati dall’equilibrio di un certo numero di neurotrasmettitori che agiscono da catalizzatori di informazione nelle reti neuronali. Il nostro cervello produce infatti dei neurotrasmettitori, chiamati endocannabinoidi, che agiscono colpendo gli stessi bersagli cellulari attivati dalla marijuana (in latino, Cannabis).In particolare i cannabinoidi endogeni agiscono da molecole segnale che utilizzano gli stessi recettori della cannabis, e che quindi hanno un forte impatto sulla neuro-genesi e quindi sulla regolazione della neurotrasmissione e dei flussi ormonali ed infine sulla risposta immunitaria.
Pertanto tale complessa regolazione di informazione prodotta dal cervello va ad interagire con l’alimentazione ed il suo metabolismo, per tramite la circolazione di neurotrasmettitori, anche di quelli prodotti dal cervello enterico, quali la serotonina e le beta-endorfine, che sono fortemente influenzati dall’assunzione di zuccheri, producendo così un aumento del pool di serotonina disponibile. Il cervello inoltre controlla il sistema ormonale ed infatti modula, attraverso una rete di ricettori del gusto situati non solo nelle lingua ma anche nell’intestino nel cuore e nei polmoni. Così ad es viene modulato il sistema di regolazione dei due ormoni antagonisti (Insulina e Glucagone) prodotti dal pancreas, i quali consentono di mantenere entro un appropriato intervallo la glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio disciolto nel sangue.

Inoltre il Cervello controlla la produzione di tutti gli enzimi che permettono la digestione del cibo, dalla ptialina nella saliva, che inizia la trasformazione in zucchero carboidrati di pane, pasta, riso ecc.; e quindi induce la produzione del succo gastrico contenente enzimi dello stomaco, tra quali la pepsina che assieme all’acido cloridrico inizia la digestione delle proteine ed anche la rennina che fa coagulare il latte e lo rende più digeribile ecc. Il cervello inoltre controlla come far passare il cibo attraverso il piloro (in greco «custode della porta») che è la valvola posta tra lo stomaco e il duodeno, in modo che piccole porzioni del bolo possano essere neutralizzate sistematicamente dalla bile. Infatti gli enzimi dello stomaco hanno bisogno di un ambiente acido,mentre gli enzimi del primo tratto dell’intestino tenue necessitano di un ambiente alcalino. La neutralizzazione avviene per un controllo stechiometrico attuato dal cervello sul flusso della bile immesso dalla cistifellea (una vescichetta correlata al fegato che sgocciola un liquido amaro giallo-oro essenziale alla digestione dei grassi). La bile è prodotta dal fegato ed è immessa puntualmente nel duodeno in quantità variante in correlazione al flusso determinato dall’apertura del piloro.
Infine il cervello controlla tramite il nervo vago le attività di motilità intestinale così che l’intestino tenue compie la sua fase di digestione del cibo con l’aiuto degli enzimi prodotti dai batteri in un ambiente simile alla schiuma del sapone che permette alla bile di disintegrare sistematicamente i grassi. Dopo di ciò i residui liquidi passano nell’intestino crasso (detto anche colon, lungo circa un metro e settanta) dove agisce la simbiosi con i batteri intestinali che è anche essa controllata indirettamente dal cervello tramite il complesso sistema di informazioni, in modo da favorire la biocenosi tra uomo e batteri, in modo da permettere la assimilazione dei nutrienti ricavati dall’alimentazione.
Alla fine dell’intestino crasso si ha l’espulsione dei residui e dei batteri non più attivi. In tal modo quasi tutti gli alimenti ingeriti vengono trasformati nelle sostanze essenziali alla vita: glucosio, amminoacidi, acidi grassi, glicerina, vitamine ed altri metaboliti. In parte essi sono assorbiti direttamente dai villi intestinali e immessi nel sistema dei vasi sanguigni e linfatici filtrando attraverso la parete intestinale, altri sono raccolti e condotti, sotto un preciso controllo del «sistema neuronale enterico», dalla vena porta al fegato per poi essere utilizzati nel metabolismo generale, che è sostanzialmente modulato mediante il ritmo del flusso sanguigno, armonizzato in funzione della necessaria costanza del metabolismo neuronale che di fatto e quello che ci permette di vivere per un certo numero di anni favorendo un nostro invecchiamento attivo ben controllato dalle nostre attività cerebrali.

Conclusione

Il programma «Nutra-Scienza “Food to Think” 20014», pone in rilievo la necessità di sviluppare la tematica «Cibo per pensare» capace di ottimizzare il metabolismo alimentare per migliorare la qualità della vita psico-fisica ed il benessere visto in termini di prevenzione della salute da giovani fino a tarda età, evitando condizioni di malnutrizione mediante la valorizzazione dei componenti nutraceutici sia dei cibi naturali sia fortificati o nutraceutici, in diete particolarmente funzionali allo sviluppo evolutivo delle funzionalità di controllo cerebrale sulla alimentazione.
In particolare la sezione progettuale «Nutra-Africa» verrà realizzata in un’ottica di cooperazione europea ed internazionale di Horizon 2020 con i paesi emergenti dell’Africa.

Biblio on line

http://www.coripe.unito.it/files/9_6_gentile.pdf

http://www.giornaledicardiologia.it/allegati/00669_2008_04/fulltext/S1-4_2008_10%2074-82.pdf

http://dabpensiero.wordpress.com/2013/11/03/cervello-nutrizione-e-benessere-la-nuova-visione-paolo-manzelli/

http://pforster.ch/ShiatsuLuigina/070923/Luigina070923Bioggio.html

http://dabpensiero.wordpress.com/2013/01/08/gut-brain-axis/

http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=17323

http://www.edscuola.it/archivio/lre/alimentazione_e_metabolismo.pdf

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http://www.edscuola.eu/wordpress/?p=17323

http://www.edscuola.it/archivio/lre/nutrigenomica.pdf

http://www.egocrea.net/MALNUTRITION_IN_AFRICA.pdf

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