I rifiuti elettrici accelerano le normative italiane no

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foto di Vito Stano

Tra le novità della direttiva Raee 2012/19/UE vi sono obiettivi più alti di raccolta dei rifiuti tecnologici rispetto a quelli ora in vigore: entro il 2016 il target di raccolta dovrà essere pari al 45% del peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti, percentuale che, nel 2019, dovrà arrivare al 65% oppure, in alternativa, all’85% del peso dei Raee prodotti nello Stato membro

È stata di recente pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» n. 262 dell’8 novembre 2013, il Decreto ministeriale 21 febbraio 2013 sull’uso di sostanze pericolose nei Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e, nei giorni scorsi, il Consiglio dei ministri ha preso in esame un nuovo schema di decreto sui Raee per recepire le novità contenute nella direttiva UE 2012/19/UE.
Il decreto, nel suo allegato 1, va a sostituire l’allegato 5 del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151. In pratica lo stesso ha lo scopo di dare attuazione alle direttive che riducono l’utilizzo di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche e pertanto anche nella gestione dei conseguenti rifiuti che da esse derivano. La sostituzione dell’allegato 5 si ritiene, pertanto, necessaria al fine di rendere la normativa nazionale rispondente alle più recenti disposizioni comunitarie di settore.
Per comprendere la modifica introdotta dal DM 21 febbraio 2013 è necessario quindi partire da quanto riportato all’art. 5 del Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, che prevede il «Divieto di utilizzo di determinate sostanze».
L’art 5 vieta, fatto salvo quanto contenuto nell’allegato 5 del suo stesso decreto, di immettere sul mercato apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati (pbb) od etere di difenile polibromurato (pbde) od etere di difenile polibromurato (pbde).
L’allegato 5, di contro, contiene la tabella delle «Applicazioni esentate dai requisiti di cui all’art. 5» del D. lgs. sopraccitato, e descrive, nel dettaglio, le esenzioni relative all’uso di mercurio, piombo, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati (pbb) e etere di difenile polibromurato (pbde) in diverse apparecchiature elettriche ed elettroniche, specificandone ambito e date di applicazione.
Ora sono in arrivo altre modifiche alla disciplina normativa sui Raee, modifiche che verranno introdotte con il recepimento, da parte del nostro Stato, della direttiva UE 2012/19/UE che è entrata in vigore il 13 agosto 2012.
La direttiva Ue dispone che gli stati membri si adeguino alle nuove prescrizione entro 16 mesi, ovvero entro il 14 febbraio 2014; ed è infatti proprio questo il motivo che verifica una prima analisi della cosa effettuata dal Consiglio dei ministri riunitosi negli ultimi giorni dell’anno che ad oggi vede prodotto solo uno schema di decreto legislativo approvato in prima lettura.
Tra le novità più significative della direttiva Raee 2012/19/UE vi sono obiettivi più alti di raccolta dei rifiuti tecnologici rispetto a quelli ora in vigore. In altre parole entro il 2016 il target di raccolta dovrà essere pari al 45% del peso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti, percentuale che, nel 2019, dovrà arrivare al 65% oppure, in alternativa, all’85% del peso dei Raee prodotti nello stato membro.
Bene, previsioni queste che in realtà applicate a quanto riscontrato nel 2012 non fanno ben sperare. Nel 2012 infatti la raccolta dei rifiuti elettronici è diminuita.
Inoltre, secondo un rapporto supervisionato dall’Onu, i Raee generati ogni anno in tutto il mondo aumenterebbero del 33% entro il 2017. Per rendere l’idea, entro il 2017, in un anno, tutti i frigoriferi, televisori, telefoni cellulari, computer, schermi, giocattoli elettronici e tutti gli altri prodotti alla fine della vita, con una batteria o un cavo, se messi in fila corrisponderebbero a circa 40 milioni di camion ossia la lunghezza di tre quarti dell’equatore.
Un quantitativo di Raee enorme che viene stimato in circa 48,9 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici in tutto il mondo, per un totale pro-capite pari a 8,89 kg per ciascun individuo.
In definitiva, una questione di notevole importanza da affrontare sia sotto il profilo del raggiungimento dei nuovi obiettivi, normativi, di raccolta previsti dall’Unione europea sia sotto il profilo più generale di gestione di questa nuova tipologia di rifiuto che negli anni, visto l’enorme utilizzo di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ci dovremo necessariamente trovare ad affrontare.
Certamente importante sarà sia la diffusione di pratiche, ben chiare, che evidenzino la reale e concreta gestione di questa mole di rifiuti da gestire nelle sue varie fasi e nei suo vari attori responsabili alla sua corretta amministrazione sia la sensibilizzazione all’argomento volta a stimolare atteggiamenti più consapevoli nel rispetto dei cittadini e dei territori che gli stessi animano, non dimentichiamo infatti che spesso i Raee vengono esportati in Paesi in via di sviluppo dove viene praticata una scorretta gestione del rifiuto che crea problemi ambientali e sanitari seri.
Aspettiamo ora le nuove disposizioni normative e restiamo in allerta continuando a sorvegliare l’argomento.