No compatto di scienziati alla vivisezione

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    Vivisezione-Roma

    Un convegno contro la sperimentazione sugli animali moderato dall’on. Michela Vittoria Brambilla, sono intervenuti scienziati, pazienti e associazioni

    Vivisezione-RomaSi è tenuto ieri, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, il congresso dal tema «La ricerca scientifica senza animali per il nostro diritto alla salute» organizzato dalla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente e moderato dall’on. Michela Vittoria Brambilla.
    L’evento è stato organizzato in un momento in cui in Italia imperversa la polemica che riguarda l’art. 13 della legge 96-2013 di delegazione europea, che tratta in particolare il divieto di sperimentazioni didattiche, alcool, droghe, tabacchi, xenotrapianti, obbligo di anestesia, controlli e incentivazione dei metodi sostitutivi di ricerca.
    Durante le festività natalizie una paziente di Padova, Caterina Simonsen, ha riportato alla luce il dibattito sull’utilità della sperimentazione animale, proprio mentre in Italia si stavano per varare norme affinché venisse limitato sino all’eliminazione l’uso degli animali da laboratorio.
    Il 7 gennaio scorso, la Lav ha iniziato il suo presidio di fronte al ministero della Salute a Roma per chiedere il rispetto dell’articolo 13 e una ricerca scientifica che tuteli gli animali. L’esigenza di una protesta è sorta a causa di uno schema di decreto legislativo, proposto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che non rispetterebbe 10 punti su 13 dei principi e criteri direttivi vincolanti.
    Oggi al Senato si terrà un incontro farsa organizzato dalla Presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi e dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin dal tema «Sperimentazione animale, diritto alla conoscenza e alla salute». Al convegno di sono previsti gli interventi di senatori e di esponenti del mondo accademico, della ricerca in campo medico e farmacologico e delle associazioni per i diritti degli animali, ma in realtà su 14 esperti ben 12 sono dichiaratamente a favore della sperimentazione sugli animali e solo 2 contrari. Questo risulta inaccettabile per un tavolo tecnico ministeriale che dovrebbe prevedere un equilibrio tra le parti.
    Proprio per questa ragione e come contro-convegno sui metodi alternativi alla sperimentazione animale si è tenuto ieri, alla Camera, l’iniziativa moderata dall’on. Michela Vittoria Brambilla.
    Il convegno ha visto una prima fase di Interventi scientifici e una sessione pomeridiana con la testimonianza di alcuni malati cronici contrari all’uso degli animali nella ricerca e di alcuni rappresentanti delle associazioni animaliste. Durante la sessione scientifica hanno relazionato alcuni tra i massimi esperti di metodi alternativi alla sperimentazione animale e bioetica:
    Claude Reiss, fisico e biologo cellulare, tossicologo molecolare, ex docente di biochimica all’Università di Lille, per 35 anni direttore di ricerca al Cnrs (Centro nazionale di ricerca scientifica francese), presidente di Antidote Europe, società privata che promuove lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale ha tenuto una relazione dal titolo «Over one million EU citizens voice their support on human health issues, by signing the European Citizens Initiative “Stop Vivisection”».

    Marcel Leist, Professore, Università di Konstanz, Germania, School of Chemical biology, Germania; specialista in bio-medicina e tossicologia in vitro, Direttore Caat-Eu, Center for Alternative to Animal Testing, una partnership con Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Baltimore, Usa). Ha pubblicato più di 200 articoli scientifici. Per il suo impegno nello sviluppo dei metodi alternativi, ha ricevuto dall’Università di Monaco di Baviera il prestigioso Premio Felix Wankel per il benessere animale ha parlato di «Metodi di ricerca senza utilizzo di animali in campo farmaceutico. Situazione attuale e futura».

    Luigi Campanella, già preside della facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche dell’Università La Sapienza di Roma, vincitore del premio per la Creatività Scientifica dell’Accademia delle Scienze Russa nel 1994 e da poco membro della stessa, Presidente del Polo Museale Università La Sapienza di Roma e past president della Società Chimica italiana. Vincitore del premio «Pietro Croce per l’abolizione della sperimentazione animale» promosso da Equivita nel 2008 ha illustrato i «Metodi innovativi per soddisfare la direttiva europea delle 3 R».

    Susanna Penco, biologa specializzata in Patologia generale, docente e ricercatrice presso l’Università degli Studi di Genova, vincitrice premio «Pietro Croce per l’abolizione della sperimentazione animale» nel 2007 e del «premio DNA» nel 2013, membro del comitato Etico per la Sperimentazione Animale, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche di livello internazionale è intervenuta in web streaming con un intervento su «Sperimentazione animale: non è solo una questione etica»;

    Candida Nastrucci, ricercatore biochimico clinico e docente a contratto di Genetica Medica presso l’Università di Roma Tor Vergata. Master in Biologia Molecolare Applicata e Biotecnologia alla UCL, Dottorato di Ricerca in Biochimica Clinica dalla University of Oxford. Si è sempre occupata di ricerca in vitro ed è esperta in Metodi Alternativi sostitutivi agli esperimenti sugli animali. È membro del Board della European Society of Alternatives to Animal Testing (Eusaat) e membro di Invitrom (International Society for In Vitro Methods), «Member of the Society of Biology» (Mbs) e «Chartered Biologist» (Cbiol). Docente del primo Corso sulle Alternative agli Esperimenti sugli Animali in Italia ha parlato de «Le alternative sostitutive alla sperimentazione animale: in Italia, In Europa e oltre».

    Carla Ramacciotti, psichiatra e psicoterapeuta, specializzata in Endocrinologia, Farmacologia e Psichiatria, ha lavorato presso il National Institute of Health (Usa), membro di diverse società scientifiche e autrice di pubblicazioni scientifiche, attualmente professore e ricercatore aggregato presso il Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Pisa ha illustrato la relazione tra «Sperimentazione animale e psiche».

    Roberto Cazzolla Gatti, biologo ambientale ed evolutivo, ricercatore presso l’Università degli Studi della Tuscia – Cmcc, esperto in biodiversità, bioetica ed ecologia teoretica, ha frequentato la Scuola di specializzazione in «Biodiversità e Servizi ecosistemici» presso il Pik Institute di Potsdam, Germania – Francia, ha ottenuto un Master di II livello in «Politiche internazionali e Protezione dell’ambiente globale» presso il ministero dell’Ambiente italiano e l’Università della Tuscia, attualmente è editor-in-chief dell’«Economology Journal» e editorialista della rivista «Villaggio Globale», collaudatore per il Consorzio di ricerca «Digamma» del sistema stereoscopico-chirurgico e microchirurgico «Tredimed» presso il Policlinico di Bari e specializzato in biologia della nutrizione vegetariana ha relazionato su «Bioetica della sperimentazione animale e dei metodi alternativi».

    Michela Kuan, biologa, specializzata in Biodiversità ed evoluzione con dottorato internazionale in biologia evoluzionistica, responsabile nazionale per il settore vivisezione per Lv, consigliere direttivo per Ipam (Piattaforma italiana per i metodi alternativi) e rappresentante per l’Italia nella coalizione internazionale Eceae (European coalition to end animal experiment) ed Eurogroup for animals ha chiuso la sessione scientifica con una dissertazione su «Sperimentazione animale e metodi alternativi: analisi del fenomeno e prospettive future».

    Nel pomeriggio sono state raccontate con testimonianze dirette le storie di persone affette da gravi patologie che hanno sperimentato direttamente l’inutilità dei test sugli animali.

    Hanno parlato:
    Giovanna B., affetta da ittero neonatale con gravi conseguenze invalidanti e paralisi quasi totale,
    Simonetta D., affetta da sclerodermia cronica, con paralisi alla mano e deficit respiratorio,
    Miriam C., affetta da fibrosi cistica, da bronchiettasia cronica, da 15 anni ammalata di diabete e osteoporosi,
    Linda G., affetta da una lesione al midollo spinale sin dalla nascita, costretta su una sedia a rotelle,
    Simonetta A., affetta da diabete, osteoporosi e mastocitosi sistemica, rara malattia autoimmune, che intacca il midollo spinale ed altri organi interni.

    A chiusura dei lavori si è discusso del ruolo delle associazioni ambientaliste e animaliste quale stimolo per lo sviluppo di una ricerca alternativa, con interventi di:
    Fabrizia Pratesi, coordinatrice del comitato scientifico Equivita e promotrice dell’iniziativa Stop Vivisection,
    Gianluca Felicetti, presidente Lav (Lega antivivisezione),
    Carla Rocchi, presidente Enpa (Ente nazionale protezione animali),
    Piera Rosati, presidente Lndc (Lega nazionale difesa del cane),
    Massimo Comparotto, presidente Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali).