Illuminazione pubblica più sostenibile

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È la volontà del Ministero con l’emanazione di decreti per favorire la politica degli «Acquisti verdi», nota in Europa come Green public procurement (Gpp). Previsti per ora su base volontaria, dovrebbero favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale. Un decreto stabilisce come obiettivo per il 2014 almeno il 50% degli acquisti verdi

Il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare cerca di rafforza la politica degli «Acquisti verdi», nota in Europa come Green public procurement (Gpp), emanando il decreto del 23 dicembre 2013 «Criteri ambientali minimi per l’acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli led per illuminazione pubblica, per l’acquisto di apparecchi d’illuminazione per illuminazione pubblica e per l’affidamento del servizio di progettazione d’impianti d’illuminazione pubblica – aggiornamento 2013» (pubblicato GU Serie Generale n.18 del 23-1-2014 – Suppl. Ordinario n. 8).
Gli Acquisti verdi sono definiti dalla Commissione europea come «l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita».
Così gli acquisti verdi, previsti per ora su base volontaria, dovrebbero favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale. Le autorità pubbliche che intraprendono azioni di acquisti verdi s’impegnano sia a razionalizzare gli acquisti e i consumi sia a incrementare la qualità ambientale delle proprie forniture. Tra gli obiettivi principali di questa politica si annoverano la riduzione degli impatti ambientali; la tutela della competitività; lo stimolo all’innovazione; la razionalizzazione della spesa pubblica; l’integrazione delle considerazioni ambientali nelle altre politiche dell’ente; il miglioramento dell’immagine della pubblica amministrazione; la diffusione di modelli di consumo e di acquisti sostenibili; l’accrescimento delle competenze degli acquirenti pubblici; il miglioramento della competitività delle imprese.

In Italia è il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica amministrazione (Pan Gpp), previsto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, che continente le misure volte all’integrazione delle esigenze di sostenibilità ambientale nelle procedure d’acquisto pubblico in determinate categorie merceologiche oggetto di procedure di acquisti pubblici. Esso rappresenta il principale strumento della strategia europea su «Consumo e produzione sostenibile» (Com 2008/397 «Piano d’azione per il Consumo la Produzione Sostenibili e la Politica Industriale Sostenibile»). Il Piano d’azione aggiornato con decreto ministeriale del 10 aprile 2013 stabilisce come obiettivo per il 2014 almeno il 50% degli acquisti verdi. Il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione e i decreti attuativi rappresentano il vero strumento attraverso il quale è possibile sensibilizzare verso gli acquisti verdi. È bene ricordare che il Piano prevede che il ministero dell’Ambiente definisca i «Criteri ambientali minimi» (Cam), i quali rappresentano il punto di riferimento a livello nazionale in materia di acquisti pubblici verdi.

Con il decreto, pubblicato lo scorso 23 gennaio, sono stati adottati i criteri tecnici e procedure operative indicate nell’allegato al decreto. Le procedure e le specifiche tecniche si riferiscono ai prodotti e servizi per l’acquisto di lampade a scarica ad alta intensità e moduli led per illuminazione pubblica, apparecchi d’illuminazione per illuminazione pubblica e per l’affidamento del servizio di progettazione d’impianti d’illuminazione pubblica.
Per valutare l’effettivo utilizzo di queste procedure da parte delle Amministrazioni pubbliche il decreto ha previsto un monitoraggio delle gare coinvolgendo l’Osservatorio dei contratti pubblici; le stazioni appaltanti devono comunicare all’Osservatorio dei contratti pubblici, nel rispetto dei modi previste, i dati sui propri acquisti fatti conformemente ai criteri ambientali minimi adottati con il decreto o l’eventuale mancata applicazione con le motivazioni di ordine tecnico alla base dell’impedimento.
Il decreto prevede che i criteri saranno aggiornati alla luce, è il caso di dire, dell’evoluzione tecnologica, del mercato e delle indicazioni della Commissione europea.
Questa procedura non è obbligatoria ma come detto su base volontaria, cioè rivolta a quelle Amministrazioni Pubbliche che vogliono qualificare come «verde» la propria gara d’appalto. In attesa di conoscere quanti acquisti verdi saranno portati a termine dalle Amministrazioni pubbliche italiane nel corso del 2014, si spera almeno in una migliore illuminazione degli spazi pubblici.