Le politiche sulla qualità dell’aria

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foto di A. Perrini

I principali punti che emergono dal Rapporto, suddivisi per tematiche trattate: Qualità dell’aria e salute; Qualità dell’aria e ozono troposferico; Qualità dell’aria e particolato; Qualità dell’aria e composti dell’azoto ossidati e ridotti; Qualità dell’aria e clima; Valutazione integrata della qualità dell’aria

Nel corso del convegno Aria: quale qualità? Sistema conoscitivo, problemi, sfide, svoltosi a Bologna nell’ambito del percorso preparatorio della XII Conferenza del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, sono stati presentati i risultati di un’interessante ricerca europea in merito alle politiche sulla qualità dell’aria. Sandro Fuzzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna è intervenuto presentando il recente rapporto per la Commissione Ue sui risultati della ricerca a cui ha ampiamente collaborato. Si tratta di un rapporto in cui vengono riassunti per il largo pubblico, secondo il sistema delle Faq, lo stato delle conoscenze sui temi più rilevanti inerenti la qualità dell’aria.
Nell’ambito del 6° e del 7° Programma Quadro europeo sono stati finanziati più di 30 progetti di ricerca relativi alle tematiche sulla qualità dell’aria ed i suoi effetti, con finanziamenti complessivi dell’ordine di 130 M€. La DG-Ricerca della Commissione europea, ritenendo che i risultati prodotti da questi progetti debbano essere alla base della revisione delle politiche e delle direttive sulla qualità dell’aria, ha commissionato al Progetto Accent-Plus la preparazione di un rapporto che riassumesse tutti i risultati principali della ricerca europea sulla qualità dell’aria da presentare poi alla Direzione Ambiente.
Il Rapporto Research findings in support of the Eu air quality review è stato preparato per l’utilizzo da parte dei policy maker con il contributo di tutti i progetti di ricerca europei nel settore ed è stato discusso nelle varie fasi della preparazione con i principali stakeholder (DG-Ambiente, DG-Clima, DG-Salute e consumatori, Organizzazione mondiale per la sanità, Agenzia europea per l’ambiente, Istituto internazionale per l’Analisi dei sistemi applicati, Centro comune di ricerca della Commissione europea, Ong, ecc.).
Tra i punti principali che emergono dal Rapporto c’è quello relativo al dialogo da sempre difficoltoso ricerca-policy: da una parte le domande poste dai policy maker non sono sempre chiare nei loro obiettivi, dall’altra parte vi è la tendenza dei ricercatori a rispondere a domande che non necessariamente sono ciò di cui i policy maker necessitano. Emerge comunque come esigenza importante che i diversi ruoli siano ben chiari (policy-relevant but not policyprescriptive).
Di seguito si riportano i principali punti che emergono dal Rapporto, suddivisi per tematiche trattate.

Qualità dell’aria e salute

•Per quanto riguarda gli effetti dell’ozono c’è la necessità di ridurre sia i picchi che i valori di background
•Non è finora possibile associare effetti a specifici composti del particolato
•Vi sono evidenze di effetti anche da particolato naturale (dust e particolato biologico)
•Gli effetti del biossido di azoto di per sé non sono facilmente separabili da altri inquinanti

Qualità dell’aria e ozono troposferico

•Il livello di background di ozono è in continuo aumento, anche se le emissioni dei precursori sono in diminuzione
•Risulta importante l’effetto delle emissioni extra-europee dei precursori e di conseguenza si rende necessaria una regolamentazione almeno a scala continentale
•La riduzione delle emissioni di metano ha un effetto positivo sia sulla qualità dell’aria che suicambiamenti climatici

Qualità dell’aria e particolato

•La concentrazione in massa di particolato è il parametro che più direttamente si correla alla salute umana
•Si evidenzia l’opportunità di regolamentare separatamente il particolato grossolano da quello fine
•Il black carbon deve rientrare fra i parametri da monitorare e da regolare
•La riduzione delle emissioni di ammoniaca ha un grosso potenziale per la riduzione del particolato

Qualità dell’aria e composti dell’azoto ossidati e ridotti

•La gestione del ciclo di azoto è un problema emergente in tutti i comparti ambientali
•Molto è stato fatto per ridurre le emissioni di ossidi di azoto; l’ammoniaca è oggi l’inquinante prioritario tra i composti dell’azoto
•La riduzione contemporanea di ossidi di azoto e ammoniaca riduce anche l’ossido di diazoto, coniugando le politiche di qualità dell’aria e del clima
•Il costo totale dell’inquinamento da azoto in Europa a 27 è molto maggiore dei costi per ridurre le emissioni

Qualità dell’aria e clima

•Qualità dell’aria e cambiamenti climatici sono due facce della stessa medaglia, hanno le medesime sorgenti
•In Europa le due tematiche vengono ancora trattate separatamente da decisori diversi
•La riduzioni di gas ad effetto serra porta benefici anche alla qualità dell’aria (ozono)
•La riduzione delle emissioni di black carbon e di metano beneficiano sia la qualità dell’aria che i cambiamenti climatici

Valutazione integrata della qualità dell’aria

•Ci sono in essere importanti interazioni fra le strategie per la qualità dell’aria e le politiche socio-economiche europee (energia, agricoltura, trasporti, clima, ecc.)
•La valutazione delle politiche europee per la qualità dell’aria va condotta a scala continentale, mentre i livelli di esposizione hanno invece rilevanza e vanno regolamentati a livello locale
•Le misure tecnologiche (end-of-pipe) per la qualità dell’aria devono essere necessariamente accompagnate da misure non tecnologiche (behavioural changes)

Dal Rapporto emergono una serie di argomenti non del tutto chiariti e sui quali la ricerca deve continuare: l’associazione fra effetti sulla salute e componenti specifici del particolato, le valutazioni degli effetti sulla salute di diossido di azoto, la separazione fra effetti a breve e lungo termine dell’ozono, gli effetti del particolato ultrafine e nano e del black carbon, la migliore comprensione del ciclo di azoto, le valutazioni integrate tra qualità dell’aria e cambiamenti climatici e il miglioramento degli inventari delle emissioni sia in termini spaziali che temporali.

Vi è poi anche una valutazione del ruolo importante delle reti di monitoraggio e dei supersiti. Per quanto riguarda le reti di monitoraggio, in futuro queste dovranno attrezzarsi per rispondere a diversi scopi: rispetto dei limiti, efficacia delle politiche di risanamento, valutazioni di impatto.
Per questo deve essere incoraggiato l’approntamento di supersiti in aree diverse dell’Europa dove si possano sviluppare ed integrare nuove tecnologie di misura, nuove strategie di monitoraggio, nuovi strumenti di analisi ed integrazione dei dati, ma anche predisporre test di esposizione per nuovi tipi di inquinanti.
Le politiche ambientali dovranno in futuro essere sempre più integrate, infatti i diversi comparti e le diverse problematiche ambientali non sono isolate le une dalle altre. D’altra parte, la connessione fra ricerca, Agenzie per l’ambiente e decisori politici è vitale. Non sempre il dialogo è facile, ma le barriere devono necessariamente essere superate.